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Neymar PSG, : somme mostruose, l’Uefa dorme, lo tsunami rischia di travolgere anche l’Inter

La bolla rischia di travolgere la parte più debole del sistema

Il passaggio di Neymar al PSG può segnare la fine di un’epoca

Neymar – PSG : l’ipotesi che in pochi giorni si realizzi l’affare più incredibile del calcio mercato di tutti i tempi non è più una semplice ipotesi bensì qualcosa di più.
Proviamo a fare due conti sul costo complessivo dell’operazione, per trarre poi qualche conclusione.
I 222 milioni della clausola rescissoria al Barca sono un fatto scontato.
Si parla poi di un ingaggio di 30 milioni netti a stagione, che, al lordo delle imposte diventano circa 60; fanno 300 milioni nei cinque anni.
Le fonti parlano poi di 40 milioni di commissioni al papà di Neymar, che gli fa da procuratore.
In totale siamo a 562 milioni di euro.
Le ragioni economiche per le quali il PSG ritiene l’investimento opportuno possono essere molteplici.
Dalle enormi disponibilità economiche della proprietà del Qatar ai riflessi enormi sul marketing, dalla visibilità mondiale della società alle aspettative di successi in Francia ed in Europa.

Lo tsunami

Ovviamente poi, come qualche testata ha già riportato, Neymar al PSG innescherebbe una successiva ondata di movimenti.
Molti top player potrebbero essere interessati da questa girandola, in un domino vorticoso ed eccezionalmente costoso.
Sarebbe un vero e proprio tsunami, non per i club e per i giocatori, ma per il calcio.
Un affare da 562 milioni di euro avrebbe queste conseguenze, nulla sarebbe più uguale a prima.
Lo tsunami porta via, distrugge, annienta, lo spartiacque sarebbe segnato una volta per tutte.
Dopo questo evento, avremmo ancora di più di quanto non lo sia oggi un calcio drogato dagli interessi economici.
Interessi autoreferenziali, che lasciano effetti benefici solo tra i pochi club in grado di partecipare alla gestione del “doping finanziario” e una lunga sequela di vittime, cioè tutte le altre società che fanno fatica a far quadrare risultati sportivi e conti economici.

Le misure UEFA (solo pensate per ora)

L’UEFA si dice intenzionata a rivedere le regole del FFP, introducendo tra l’altro una non meglio precisata “Luxury Tax” intesa come una percentuale tra il 10 ed il 100% che una società dovrebbe pagare all’Uefa su certi trasferimenti.
Ad esempio se questa nuova imposizione avesse una aliquota del 50% il PSG potrebbe essere costretto a versare 111 milioni di euro all’UEFA oltre alle somme sopra ricordate (oppure addirittura 150 se il calcolo fosse fatto sugli stipendi).
Misure che potrebbero servire da ottimo effetto deterrente per calmierare le valutazioni e le retribuzioni, ormai fuori da ogni controllo.
Anche il tetto salariale potrebbe essere un intervento utile.
Il tempo dirà quando e quanti di questi provvedimenti vedranno effettivamente la luce.
La contemporaneità dei due eventi pare troppo evidente per essere casuale, ma come sempre si chiudono le stalle quando i buoi sono già scappati.

Rischio marginalizzazione anche per l’Inter

In questo scenario, la posizione di società economicamente fragili, come tuttora è l’Inter, è destinata ad essere ulteriormente marginalizzata.
Nasconderselo sarebbe l’anticamera del suicidio.
Senza i paletti dell’Uefa, il doping finanziario accentuerà ancor di più l’effetto “bolla” con richieste spropositate in relazione all’effettivo valore dei giocatori ed in questa bolla continueranno a galleggiare solo le società più potenti.
Le altre fungeranno carne da macello, una sorta di resort più o meno di lusso per giocatori non di primissima fascia o non più giovanissimi oppure terreni da saccheggiare per prelevare i migliori profili, anche dei settori giovanili.
Queste società hanno poco tempo davanti per non essere travolte dallo tsunami finanziario.

Un’unica medicina

L’Inter ha un solo modo per uscire da questa pericolosa “zona grigia”: aumentare rapidamente i ricavi extracalcistici.
Sponsorizzazioni, marketing, soluzione della vicenda stadio, idee innovative in campo commerciale; a questi settori Suning deve guardare con realismo, fantasia, con eccezionale interesse e soprattutto con il massimo impegno della filiera di comando rinnovata ieri nel corso del management meeting cinese.
Defezioni, debolezze o manifeste dimostrazioni di incapacità ad affrontare questa sfida non potranno essere tollerate.

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