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Mercato Inter : Dopo la vittoria sul Bayern, nessun dorma c’è da finire il lavoro

Piedi per terra, nessun entusiasmo

Mercato Inter : vincere fa bene alla salute

Mercato Inter : una partita di luglio lascia sempre il tempo che trova.
Se l’amichevole estiva la vinci 2 a 0 con il Bayern ed il tuo attaccate principale fa una doppietta, qualcuno potrebbe pensare di vivere un dolcissimo “Ritorno al futuro” fino al maggio 2010, ma nulla di più.
E’ indubbio che vincere fa bene, anche d’estate.
L’anno scorso il Bayern di questi tempi ci mollò quattro sberle, antipasto di una stagione ricca di legnate e calci negli stinchi
La buona prova di ieri deve far sorridere tutto l’ambiente nerazzurro, perché vincere porta fiducia, ricarica l’autostima.

Le conferme individuali

Le buone premesse intraviste nella gara con il Lione sono state confermate.
Joao Mario, Kandogbia, Skriniar, Borjia Valero, naturalmente Eder, hanno lasciato un’ottima impressione in una partita gestita con lucidità ed autorevolezza.
In più una prima partita di Perisic sulla via della completa guarigione dal mal di pancia.
Il suo medico di fiducia, Josè Mourinho, deve averlo avvertito che la cura richiesta dall’Inter è troppo cara per il sistema sanitario dello United, e dunque se ne faccia una ragione perché il viaggio oltremanica è forse rimandato.
E avere il croato ben disposto, in forma, e convinto di poter essere quest’anno ancor di più lo “spacca partite “ nerazzurro è come aver ritrovato un vero top player.
Vedremo se le buone sensazioni di oggi saranno confermate sabato prossimo nell’ultima gara della ICC contro il Chelsea di Conte.

Nessun cambio di strategia

Come in tutte le riflessioni strutturate c’è un però.
Dio non voglia che quel po’ di entusiasmo che i tifosi riescono a tener lontano da sé, capendo che siamo al 27 luglio, non faccia venire strane idee a che gestisce il mercato dell’ Inter.
Spalletti, Sabatini e Ausilio si saranno certo resi conto che i giocatori nostri avversari odierni del Bayern avevano la maglia e forse qualche carta d’identità negli spogliatoi; nient’altro.
Una squadra statica, senza idee, monotona nella ricerca di quel Lewandowsky che sembra essere il cugino sfigato di quello vero.
Insomma, nessun fuoco di artificio che possa far rivedere alla dirigenza i progetti in tema di mercato.
L’Inter era una squadra da rinforzare ieri e lo è forse ancor di più oggi, proprio partendo dalla constatazione dell’ottimo impianto di base.

C’è un lavoro da finire

La rincorsa al quarto posto sarà affollata, impervia, con una squadra ricca di nuovi elementi e con un tecnico al suo primo anno sulla panca più rognosa della serie A.
Spalletti ha già dimostrato in queste poche settimane di essere il vero valore aggiunto del gruppo.
Ha ricevuto promesse dalla dirigenza: le faccia rispettare, perché sarebbe davvero un insulto al suo lavoro ed alla passione dei tifosi non inseguire lo standard qualitativo più alto possibile.
Le risorse ci sono, entro certi limiti si può spendere.
Nessun dorma, nessuno si culli sui refoli di venti cinesi estivi. Si finisca il lavoro “mercato Inter”, e si finisca bene.
La voglia di cantare “Amala” a palla sta salendo tra i tifosi.
Anche nella dirigenza, ci auguriamo.

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