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Inter, il lavoro gestionale di Suning è da vera società

I compiti alle persone giuste portano risultati incoraggianti

L’Inter dopo l’arrivo del marchio cinese ha dovuto rifondare una società in dissesto

L’Inter post Morattiana viveva soltanto di ricordi, ma di concreto non aveva più nulla, se non una serie di debiti emersi da cattivi investimenti.

Massimo Morati è stato celebrato sempre come un “Presidente Tifoso”, incapace di fare affari quando il momento era quello giusto.

L’assenza di razionalità ha causato molti problemi di bilancio, gestione e politica giovanile.

Molto spesso, dietro ad investimenti sbagliati, vi erano uomini sbagliati che si sono rivelati inesperti per una società blasonata come l’Inter.

Dopo l’addio di Lele Oriali, la dirigenza nerazzurra ha vissuto un periodo nero, emerso ancor di più dal successivo arrivo di Thohir.

Il magnate indonesiano non ha brillato, anzi, si è mostrato poco interessato alla causa interista,la quale aveva bisogno di una nuova programmazione.

Solidità, presenza, coerenza e sinergia lavorativa non caratterizzavano Thohir, il quale si recava agli allenamenti molto raramente in maniera molto passiva.

La testimonianza di tutto ciò era visibile osservando il suo volto in tribuna, ma ancor di più quando si è impuntato sugli acquisti di Hernanes ed il tecnico De Boer.

Per fortuna il passaggio al gruppo Suning, già  proprietario della squadra cinese dello Jiangsu, ha inizato a gettare le fondamenta, indispensabili, per un degno progetto chei tifosi interisti meritano.

Brand, professionalità e spirito di gruppo devono distinguere un’ambizione sempre in fermento.

Sabatini e Spalletti sono sinergici ed alimentano un’azienda, l’Inter, volta a crescere con giovani ed esperti.

Si spera di poter assistere a qualcosa di concreto e ad un progetto entusiasmante.

 

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