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Focus, punti deboli del Napoli. Inter, ti spiego come battere Sarri

Focus: le mosse per battere Sarri

Michelangelo diceva che la perfezione è fatta di dettagli. In questo focus analizzeremo quelli della sfida di domani sera tra due perfezionisti, Spalletti e Sarri.

Napoli, macchina perfetta. O quasi…

Il Napoli sembra essere una macchina perfetta: fase offensiva di livello europeo, unita ad una fase difensiva che quest’anno sembra aver limato i difetti apparsi evidenti negli scorsi anni.

Eppure tra le fila dell’orchestra perfetta guidata da Maurizio Sarri si annida un difetto che potrebbe cambiare clamorosamente i destini del match del San Paolo.

Pochi gol, ma stesse disattenzioni

I partenopei quest’anno subiscono pochi gol: in Serie A sono la miglior difesa del torneo con cinque gol al passivo, in compagnia dell’Inter. In Champions il pallone dietro a Reina è finito altrettante volte, cinque, ma in tre partite.

Analizzando attentamente le azioni dei gol subiti dai ragazzi di Sarri, salta clamorosamente all’occhio come la maggior parte di queste realizzazioni arrivi sempre con azioni fotocopia.

Terra di conquista

Il Napoli risulta disattento in una zona precisa che diviene terra di conquista per gli avversari: la propria trequarti.

E’ proprio sfruttando questa zona che gli avversari del Napoli riescono a fare male a Sarri: Simone Inzaghi, Leonardo Semplici, Paulo Fonseca e Pep Guardiola sono accomunati dal fatto di aver scoperto questo tallone d’Achille.

Il leitmotiv è clamoroso per la sua semplicità e ricorrenza: la mezzala o il trequartista avversario si inserisce nel triangolo formato dal trio azzurro mezzala-terzino-centrale. I tre non riescono mai a stringere e a questo punto l’avversario ha due soluzioni: andare alla conclusione da solo, oppure dirigersi verso il fondo e crossare nel mezzo. E qui si palesa un altro limite degli azzurri.

I due centrali, schiacciati quasi sulla linea di porta, non si preoccupano mai dell’attaccante che accorre ma restano a guardare la palla: a questo punto è un gioco da ragazzi per l’avversario realizzare il gol.

Può sembrare un’analisi riduttiva per quanto semplice, ma è la realtà: riguardare i video dei match contro Lazio, Spal, Shakhtar e Manchester City per ulteriori conferme.

Pregi e difetti sono complementari

Leggendo il precedente paragrafo, ogni tifoso dell’Inter avrà pensato che i pregi nerazzurri coincidono con i difetti partenopei. La foto che apre l’articolo non è infatti casuale.

Basta ricordare come sono stati realizzati il secondo e il terzo gol contro la Roma e soprattutto il secondo gol di Icardi nel derby.

Perisic prende palla sulla trequarti campo, si inserisce e crossa in maniera tesa nel mezzo. Con la difesa schiacciata, una volta Vecino e due Icardi insaccano facilmente.

Sarà difficile, ma siamo l’Inter

Detta così sembra facile ma, si sa, il calcio non è una scienza esatta: sono gli episodi, le singole giocate, gli improvvisi lampi di un fuoriclasse a far pendere la bilancia in uno o nell’altro senso.

In fondo anche questi sono dettagli, pur se indipendenti dalle scelte degli allenatori.

Però una cosa sicuramente è cambiata quest’anno: siamo l’Inter, con giocatori e tifosi di nuovo fieri e orgogliosi di appartenere a questo mondo.

Il prossimo passo è far sapere a tutti che siamo tornati, stavolta definitivamente: imporsi a Napoli sarebbe il modo migliore per farlo.

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