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Luciano Spalletti, solo applausi per il segreto della rinascita

Luciano Spalletti in pochi mesi ha messo in atto una vera rivoluzione

Ci ha sempre creduto, dal suo primo giorno di Inter: Luciano Spalletti ha sempre detto che quello nerazzurro era un gruppo forte.

Uomini veri per un uomo vero

Il tecnico lo ha messo subito in chiaro: voleva un gruppo vero, di uomini veri, gente che non si fosse arresa alle prime avversità.

Ecco perchè sono stati allontanati dalla Pinetina giocatori come Jovetic e Kondogbia,  troppe volte protagonisti di ammutinamenti negli anni scorsi.

In compenso sono arrivati dei leader silenziosi, colonne del nuovo corso nerazzurro: conferme come Borja Valero e Vecino,  vere e proprie sorprese come Skriniar.

Comunicazione

Un aspetto importante della cura spallettiana riguarda senz’altro la comunicazione. Il mister, sin dal ritiro estivo, ha sempre difeso tutti i giocatori, nessuno escluso.

E i suoi lo stanno ripagando egregiamente: Yuto Nagatomo, negli anni scorsi eletto a simbolo dei continui fallimenti, ieri è stato l’oggetto della standing ovation del Meazza.

Spalletti poi è abile a nascondere gli obiettivi, che giorno dopo giorno stanno diventando sempre più ambiziosi, dietro ad una scaltra e divertente ironia.

Migliorare sempre

La squadra, partita dopo partita, dà sempre l’impressione di migliorare. Quelli che, dopo la partita accorta di Napoli, si aspettavano un simile atteggiamento contro la rispettabilissima Samp di Giampaolo sono rimasti delusi.

L’Inter ha saputo sì imbrigliare i blucerchiati, ma con un calcio spettacolare per almeno settanta minuti: emblematico il gol del 3-0, arrivato dopo dieci passaggi di fila dei nerazzurri.

Chissà, chissà domani…

Cantava così Lucio Dalla e siamo sicuri che anche Spalletti ogni tanto se lo chieda. Dove può arrivare quest’Inter non si sa e sarebbe prematuro dirlo. Certo è che, come la Futura della canzone del cantautore bolognese, non avrà paura di niente e di nessuno.

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