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Focus tattico: Inter, ora si gioca ai “tre cantoni”. Spalletti ha in mente…

Focus tattico: ecco le varie soluzioni per Spalletti a centrocampo

Cinque uomini, tre posti. Sembra il gioco dei cantoni citato da Spalletti nella conferenza del Bentegodi, ma è la situazione dell’Inter in mezzo al campo.

Gli estremi

Per comprendere al meglio le gerarchie nerazzurre in mezzo al campo è necessario partire da due estremi: Joao Mario e Borja Valero.

Il primo, arrivato la scorsa estate per l’esorbitante cifra di 45 milioni di euro, non è riuscito finora a dimostrare il suo potenziale con la maglia nerazzurra. Per questo motivo il portoghese è stato titolare solo tre volte in questa stagione.

Borja Valero, arrivato invece per il classico “tozzo di pane”, è immediatamente apparso imprescindibile per le idee di gioco di Luciano Spalletti che lo corteggiava sin dai tempi della Roma. Lo spagnolo è sceso in campo dal primo minuto in tutte le partite, sin dalla prima giornata.

Gli intermedi

Tra questi due estremi ci sono tre intermedi che cercano di garantire all’Inter quantità e qualità.

Marcelo Brozovic, Roberto Gagliardini e Matias Vecino rappresentano i tre giocatori che Spalletti ruota per ottenere il massimo rendimento dal reparto, a seconda dell’avversario.

Ritorno

La partita con il Torino potrebbe sancire il ritorno di Brozovic nell’undici titolare dopo l’infortunio che lo ha tenuto fuori nell’ultimo mese.

Proprio quest’infortunio ha permesso a Spalletti di sperimentare varianti tattiche inesplorate che hanno permesso all’Inter di stazionare stabilmente nelle zone nobili della classifica, ottenendo ottime prestazioni contro avversari di livello come il Napoli e il Milan.

Giocatori diversi

I centrocampisti dell’Inter sono giocatori diversi tra loro, ognuno con un suo modo di interpretare il ruolo.

La forzata assenza di Brozovic ha costretto Spalletti ad alzare sulla trequarti Borja Valero che tanto bene aveva fatto davanti alla difesa.

I risultati hanno dato ragione al mister. Borja ha dato nuova linfa alla manovra d’attacco, garantendo inoltre un’ottimo pressing sul primo portatore di palla avversario.

L’avanzamento dello spagnolo ha innescato un effetto domino. A sostituire l’ex viola è stato chiamato Gagliardini che, anche se più interditore e meno play di Valero, ha interpretato al meglio il ruolo di diga davanti alla difesa.

Ma a beneficiare maggiormente della mossa di Spalletti è stato sicuramente Matias Vecino che, più libero da compiti di interdizione e copertura, ha potuto mettere in mostra le sue doti di mezzala “coast to coast” che somiglia sempre più al grande ex Nicola Berti.

Sbrogliare la matassa

Ora, con il ritorno di Brozovic, a Spalletti il compito di sbrogliare quest’intricata ma intrigante matassa. Tocca al mister decidere se continuare con questo assetto oppure rischiare per cercare di compiere il definitivo salto di qualità.

I tifosi possono però dormire sonni tranquilli, Spalletti sceglierà come sempre la soluzione migliore.

 

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