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Corsa alla Champions, il Crotone di Zenga prova a fermare la Lazio

Sulla strada della Champions per la Lazio c’è il Crotone di Zenga

La corsa alla Champions è ancora attiva, la Lazio sfiderà il Crotone di Zenga, pronto ad un match epico per la salvezza.

Rolando Mandragora, 20 anni, centrocampista, prima stagione al Crotone. Ha debuttato in A con il Genoa il 29 ottobre 2014, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, esprime la sua voglia di restare in Serie A e di battere la Lazio.

Ma come si batte la Lazio? Nella scorsa stagione il Crotone piegò all’ultima giornata i biancocelesti grazie ad un calcio frenetico: stavolta basterà?

«Non lo so, ma in campo metteremo ancora una volta il cuore e il sacrificio, sono partite che si presentano da sole: non ci sono segreti particolari ne ricette».

L’effetto Scida? «Quello sì, inciderà. Spero diventi ancora una volta il valore aggiunto, il 12° uomo in campo.

Dall’inizio ad oggi, nei momenti difficili e in quelli felici, i nostri tifosi non ci hanno mai criticato: dobbiamo molto alla nostra gente. Spero domenica in una bolgia».

Le si chiede anche stavolta di trascinare la squadra: per lei questo è il campionato della piena maturazione?

«Premesso che voglio pensare al rendimento collettivo in questo momento e non al mio in particolare, posso dire che la mia affermazione personale non potrà prescindere in ogni caso dal raggiungimento dell’obiettivo:

le due cose le vedo unite, mai disgiunte».

Quali sono i suoi modelli, i punti di riferimento in A?

«Ho avuto la fortuna di allenarmi l’estate scorsa con Pjanic, Marchisio e Khedira, prendo spunto da loro. Anche se sto cercando di creare un modello di gioco tutto mio»

Il suo salto di qualità lo si deve a Nicola, a Zenga o a tutti e due?

«Li ringrazio entrambi per la fiducia che mi hanno dato, con loro sono cresciuto tanto. Due gran belle persone davvero».

In particolare l’Uomo Ragno che cosa le ha dato in più col suo 4- 3-3?

«Zenga mi ha valorizzato davanti alla difesa, facendomi acquisire la centralità del gioco e chiedendomi in certe situazioni di non “uscire” dallo schema per non sprecare troppe energie nel pressing alto.

Al centro posso vedere di più le dinamiche, leggere meglio le intenzioni altrui e restare lucido fino alla fine: aspetti fondamentali in questo nostro calcio dinamico, propositivo, atletico e soprattutto tattico».

Sente di avere ancora un filo diretto con Gasperini, colui che l’ha fatta esordire in A nel 2014 con la maglia del Genoa contro la Juventus?

«Lo ringrazierò sempre per la l’opportunità che mi ha dato, in fondo continuo a giocare come lui mi chiedeva, seguendo ora le istruzioni di Zenga».

Lei è in prestito dalla Juve: in quale anno immagina il ritorno alla base da protagonista?

«Valuteremo a fine campionato, di sicuro mi farò trovare pronto qualunque decisione la Juve prenderà sul mio conto».

Queste ultime due sfide decisive le serviranno anche per mettersi in mostra in ottica Nazionale.

«Il sogno della nazionale maggiore lo coltivo anch’io, è un obiettivo da raggiungere anche attraverso l’Europeo Under 21 del prossimo anno in Italia.

Con Lazio e Napoli, è ovvio, cercherò di mettermi in mostra: lavoro per accorciare il tempo della prima convocazione…».

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