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Fabio Ravezzani: ” Vendere Icardi un’errore imperdonabile ”

Fabio Ravezzani, vendere Icardi un’errore imperdonabile.

Fabio Ravezzani, giornalista sportivo e conduttore, intervistato a Tutto Sport, esprime il suo parere sulla possibile cessione di Mauro Icardi a fine stagione.

Strano destino, quello di Icardi: da anni il miglior giocatore dell’Inter, eppure da anni sempre al centro di polemiche più o meno clamorose. Dall’infausta autobiografia, alla teleWandanovela sul rinnovo del contratto, con minacce di andarsene al Naesserlo per il mercato.

Perché l’Inter entro il 30 giugno deve vendere un campione causa fair play finanziario e Maurito potrebbe essere la famosa quadratura del cerchio. Centodieci milioni li vale tutti. Con quei soldi l’Inter si ripagherebbe Rafinha, Lautaro e Cancelo.

Magari anche Dzeko: quasi mezza squadra. E qualcuno suggerisce che, alla fine, il sacrificio sarebbe logico perché, in fondo, Icardi è un buco nell’attacco. Partecipa poco all’azione e quando il pallone finisce a lui è gol oppure è perso, senza contare che malgrado tante reti, l’Inter con Maurito in attacco ha sistematicamente fallito tutti gli obiettivi di questi ultimi anni. Sarà, ma il problema di troppi traguardi mancati non è stato lui: è stato il resto della squadra.

Il miglior attacco del campionato, non può lasciare l’Inter

E lasciar partire il miglior attaccante del campionato negli ultimi anni sarebbe, in ogni caso, una sconfitta. Non solo e non tanto per il valore oggettivo del giocatore, ma soprattutto per il simbolo che rappresenta, che ha imparato a rappresentare.

Il ragazzone un po’ tracotante che mandava a quel paese chi lo contestava a Reggio Emilia o che minacciava la curva di far venire dall’Argentina cento picchiatori per regolare i conti, si è trasformato in un capitano vero. Ci ha messo un po’ troppo tempo, forse.

Ma oggi Mauro Icardi è il leader. Dall’allenamento in elicottero alla mancata stretta di mano con Maxi Lopez, passando attraverso Suv stroboscopici fino al furto di mega orologio subito in zona movida. Sempre in prima pagina. E tornerà prestissimo a ter.

Quello che nel momento più delicato della partita con la Juve rompe gli indugi, esce al posto del recalcitrante Perisic e poi scoppia a piangere per l’esito di quella sciagurata scelta dell’allenatore. Una lezione straordinaria di umiltà e di come si debba comportare un vero capitano, un simbolo della squadra. Per l’Inter cinese, spesso così anonima e distante, venderlo sarebbe un errore irrimediabile a livello di immagine, prima ancora che tecnico. Perché un simbolo, vale più di qualsiasi bilancio

 

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