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Suning, ecco la differenza tra l’andare in Champions e rimanere fuori

Suning, la Champions sarà fondamentale

In un lungo articolo pubblicato dal Corriere della Sera, si va ad analizzare l’importanza di centrare l’obiettivo Champions. Suning, inoltre, deve passare dalle parole ai fatti e non limitarsi a citare sempre i propri fatturati.

“Il futuro dell’Inter è dietro l’angolo, davanti però si apronostrade opposte: fallire l’obiettivo o centrarlo, facendo davvero quasi un miracolo. In mezzo restano gli indiscutibili progressi, il rischio però è vederli offuscati dal piazzamento finale che fagociterà tutto, nel bene e nel male”.

Il Corriera della Sera esordisce così e poi continua:

“Il 6,5 elargito dal tecnico è tutto sommato meritato. La squadra un salto l’ha fatto, nonostante dalla proprietà non siano arrivati aiuti decisivi nel mercato di gennaio. Centrare o no la Champions cambia però in modo radicale il futuro dell’Inter: per proprietà, dirigenza e allenatore. Spalletti non è in discussione, ma del suo rinnovo di contratto (la scadenza è giugno 2019) se ne riparlerà a campionato finito. Il tecnico sta pianificando l’anno che verrà, la società è soddisfatta, ma se sfuma l’obiettivo Champions il tavolo si riapre. Il patron di Suning Jindong Zhang, sebbene più concentrato sulle situazioni in Cina che sull’Inter, ha sempre l’ultima parola e non ha mai avuto troppi problemi a cambiare”.

Progetti per l’estate

“Al di là del brand e dei progressi commerciali, Suning deve andare oltre i proclami e non ripetere gli errori della scorsa estate, quando partì per una faraonica campagna acquisti e finì per accontentarsi. I vincoli del fair play finanziario rimangono (a breve arriverà il responso Uefa sul bilancio 2017, il club si dice tranquillo) e senza i 40 milioni della Champions il mercato si fa complicato, tanto più che entro giugno servono plusvalenze per circa 50 milioni. Il rischio di non trattenere Cancelo esiste, non a caso Spalletti si è cautelato facendo una telefonata a Florenzi, in scadenza con la Roma a giugno 2019”.

Insomma, il concetto è molto chiaro. Servono segnali forti sia dalla dirigenza, che dalla squadra.

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