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Laudisa, bordata all’Uefa per quanto riguarda il FFP. Inter, PSG, City…

Le parole di Carlo Laudisa

In un lungo articolo pubblicato sulla Gazzetta dello Sport, il noto giornalista Carlo Laudisa, ha voluto parlare del sistema più discusso in chiave economica del calcio. Stiamo parlando del Fair Play Finanziario.

“Ci risiamo. Il Psg attende quasi rassegnato il verdetto del Fair Play finanziario e mette nel conto delle limitazioni. Anche nel 2014 il club dell’emiro Al-Thani pagò (letteralmente) per le sue spese folli sul mercato. Era in buona compagnia perché quell’estate anche il Manchester City fu punito con una multa di 60 milioni e limitazioni nella rosa, con un massimo di 21 giocatori. Poi, però, la morsa fu allentata in pochi mesi grazie a una serie di miracolose iniezioni finanziarie”. 

Sui mega investimenti per Neymar e Mbappè

“A distanza di pochi anni si deduce in maniera chiara che quell’intervento dell’Uefa s’è rivelato quantomeno inefficace. Se non proprio beffardo. A Parigi non solo hanno rialzato la testa con i mega-acquisti della scorsa estate (Neymar e Mbappé), ma in queste settimane non si sono neanche affannati più di tanto a sgonfiare il monte-stipendi con salutari cessioni. La proprietà qatariota riesce a superare questi intoppi con facilità, visto che il Psg gode di autentici aiuti di Stato”.

Laudisa poi continua:

“In Serie A la sola Juventus è riuscita a fare il grande salto, sfondando la soglia del mezzo miliardo di euro grazie a una seria programmazione e a una preziosa galleria di straordinari risultati tecnici. Anche il Napoli è in ascesa, ma fatica a rincorrere traguardi economici dei top club europei. Invece Inter e Milan sono in un limbo chiaramente legato ai rispettivi cambi di proprietà. I nerazzurri sgomitano per mettersi al passo con il settlement agreement, mentre i rossoneri attendono con ansia il verdetto sul lasciapassare (o meno) per la prossima Europa League. Proprio la vicenda milanista pone in evidenza le incongruenze della linea politica dell’Uefa. A Parigi la sentenza di Nyon non cambia le ricche carte in tavola, invece al Milan può determinare pericolosi effetti collaterali. L’Inter s’è rimessa al passo, ma (come tutti) non può andare in rosso di 30 milioni nel triennio: i super-investimenti sono vietati per legge. Una condizione troppo dura per continuare a essere vera”.

Questa la sua lunga riflessione.

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