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Walter Sabatini svela i retroscena all’Inter e gli attriti con i cinesi

A tutto Walter Sabatini

Walter Sabatini sul Corriere dello Sport parla del suo periodo all’Inter, di gioie e di dolori. Sei mesi intensi, chiusi comunque nel rispetto.

L’ex direttore tecnico del gruppo Suning, Walter Sabatini, svela i retroscena del suo arrivo e del suo addio all’Inter. Non solo questo, però. L’attuale DS della Sampdoria, infatti, ha parlato anche del suo rapporto con Luciano Spalletti, di Mauro Icardi e dell’affare Radja Nainggolan.

L’addio più pesante degli ultimi anni in casa Inter sembrava essere quello di Sabatini. Il mercato messo in piedi da Piero Ausilio, però, non sta facendo rimpiangere l’uomo dalla sigaretta facile. Nel frattempo l’ex DS della Roma ha voluto ricominciare da capo alla Sampdoria, una piazza calda con ottime prospettive di crescita nel breve e nel lungo periodo.

Le parole di Walter Sabatini

“Una scelta sbagliata. Sono entrato con un presupposto che è venuto subito a mancare. Pensavo di costruire un network internazionale, non è stato possibile. È cambiata la politica governativa sul calcio. Troppe restrizioni. I cinesi non mi ascoltavano più. I tifosi? Straordinari. In sessantamila a vedere la Spal a mezzogiorno e mezzo. E il prossimo anno saranno ancora di più.”

“Luciano Spalletti? Uomo generoso come pochi. Impossibile pagare un conto con lui, cosa rarissima in un allenatore. I suoi comportamenti sono spesso deviati da paure preventive e complessi che lo fanno vivere male. Ma è un ottimo allenatore e una bravissima persona. Icardi? Quasi impossibile trovare uno del suo valore con i soldi della clausola. E poi è un ragazzo eccezionale, con un’etica sbalorditiva, come padre, marito e calciatore. Incredibile che uno così, con tutto quello che gli gira intorno, non sia uno squilibrato.”

Le parole di Sabatini sull’affare Nainggolan

“Il meglio di sé come giocatore l’ha dato alla Roma. Ma all’Inter farà cose che neanche si aspettano. Perché lui attinge le sue energie dai nervi, non dai muscoli. Giocatore unico, irripetibile. Due motivi spiegano questa cessione. I 38 milioni in cassa prima del 30 giugno, di cui 14 restituiti per Santon e Zaniolo. E poi alla Roma erano spaventati.”

“Non ce la facevano più a sopportare i suoi eccessi. Spalletti lo controlla abbastanza bene. Lo faceva dormire con sè a Trigoria. “Radja, stanotte ci fermiamo qua io e te”. Ognuno nella sua stanza con la porta aperta. Spalletti in queste cose è un genio. Un figo della Madonna. A uno come Radja poi gli vuoi bene, ti affascina come ragazzo.”

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