Inter

Primavera, il nuovo allenatore Madonna: “Voglio ripagare la fiducia della società”

Le parole del nuovo tecnico della Primavera interista Armando Madonna

Si apre una nuova pagina per la Primavera dell’Inter. Quest’oggi, ad Appiano Gentile, Armando Madonna si è presentato come nuovo allenatore della squadra campione d’Italia in carica, in sostituzione di Stefano Vecchi approdato al Venezia. Queste le sue dichiarazioni in conferenza stampa.

Come si unisce la crescita dei giovani ad una serie di impegni come campionato e Youth League?
“Innanzitutto ringrazio la società, per me è un onore. Sono tornato nel calcio che conta e questo è un piacere incredibile. Ho visto le strutture e con chi lavorerò e questo mi ha tranquilizzato perché sono dei professionisti. Io ci metterò passione, la responsabilità me la prendo volentieri. La Primavera può essere il primo passaggio tra i professionisti, perché i ragazzi sono quasi dei professionisti e dobbiamo trattarli come tali. Noi siamo qui per far loro raggiungere il sogno che hanno, se poi si riesce a vincere il sogno si corona per tutti”.

Si sente di prendere la responsabilità di mantenere il filone vincente della Primavera?
“La responsabilità che mi prendo è quella di ripagare la fiducia della società e far sì che siano contenti di me, questa scelta dell’Inter mi ha acceso qualcosa come se avessi fatto un pieno alla macchina. Sono molto carico”.

Già sono arrivate richieste da Spalletti?
“Mercoledì inizieremo il lavoro, cominceremo a parlare un po’ di più”.

Su Salcedo:
“L’ho visto un paio di volte, ne ho sentito parlare. Essendo con la prima squadra, la domanda va fatta ai loro tecnici. Quando sarà con me, ne conoscerò meglio le caratteristiche”.

Ha lavorato anche a livello professionistico. Quali differenze ci sono nel porsi coi giocatori? Quali sono i rischi e i vantaggi di allenare giovani professionisti?
“Parliamo di Primavera: è logico che l’obiettivo di una squadra professionistica è vincere. Qui la vittoria può essere la conseguenza del buon lavoro. Dobbiamo lavorare bene, consentendo magari ai ragazzi di sbagliare qualche volta e magari bastonarli, ma siamo lì per aiutarli a crescere. Ci sono giocatori fortissimi e altri meno bravi, ma hanno tutti 19-20 anni, non è detto che chi è forte è più maturo e questo dobbiamo saperlo. Sono magari 19 anni diversi rispetto ai miei tempi, sono i nostri figli e per questo bisogna permettere loro di sbagliare e aiutarli a diventare professionisti. Voglio dare giocatori pronti al mister Spalletti come approccio al lavoro e alla tecnica”.

Madonna: “Contrario alle squadre B”

Le seconde squadre possono aiutare a dare giocatori pronti alle prime?
“Il livello della Primavera è cresciuto tantissimo rispetto ai miei tempi. Una squadra B in Lega Pro non porta tantissimi vantaggi ma è un mio pensiero. Bisogna strutturare bene i campionati Primavera come stanno facendo adesso e dando visibilità è più importante dell’avere una squadra B piena di ragazzi che magari possono fare figuracce”.

Sulla preparazione per la stagione:
“La Primavera sta crescendo molto sul piano fisico, parecchi anni fa da me arrivavano ragazzi dalla Primavera che appena i ritmi salivano andavano in difficoltà. Noi dobbiamo allenarli non dico come nella prima squadra, ma arrivando pian piano a quei livelli. Questo è importante, se reggiamo sul piano tecnico sono bravi”.

Ha parlato con Stefano Vecchi?
“Sì, ci siamo anche visti. Ci conosciamo anche se non abbiamo mai giocato o lavorato insieme e ho grande stima dell’uomo. Mi ha fatto un piacere enorme sapere della sua gioia quando ha saputo del mio nuovo incarico, ho visto che era contento che avessi preso il suo posto e mi ha gratificato”.

Sulle squadre B, c’è chi ritiene questo un passo necessario per dare continuità ai ragazzi. Ma quale potrebbe essere la maggiore difficoltà e il punto a favore per i ragazzi?
“I ragazzi per me devono giocare in B o C dove ti confronti con gente più anziana e di un certo livello. La squadra B è quasi un continuo della Primavera: è vero che affronti avversari diversi, ma ti alleni sempre coi compagni che avevi prima, che magari hanno un anno in più. Fare la Primavera in un certo modo agevola il passaggio in una prima squadra, poi in base al livello potrà portare in A, B o C. Se uno è bravo gioca, non vedo la necessità del passaggio”.

Quindi il salto sarà arrivare in Primavera per i ragazzi?
“Ho il mio pensiero: anche noi ci alleniamo con la prima squadra, Spalletti ha già 5-6 giocatori della Primavera. Questa è la cosa importante, che i ragazzi si allenino con quelli della prima squadra. Poi è dura vedere un Primavera giocare nell’Inter l’anno dopo, è dura giocare qui. Ci vuole un percorso che può portare prima in B o in C. Questo per me è un passaggio che serve a poco, poi magari andrà benissimo”.

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