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Rivoluzione in difesa, rinnovi e conferme : ecco l’Inter di Spalletti

L’Inter di Spalletti riparte da Perisic e dalla Difesa

Un’estate fa a Brunico Luciano Spalletti aveva parlato dell’opportunità di fare la difesa a tre ma poi il progetto è stato accantonato

Quella era una situazione di gioco che Spalletti teneva nel taschino senza però farci pieno affidamento. A distanza di dodici mesi tutto è cambiato, come prova l’annuncio – urbi et orbi – che l’Inter giocherà a tre già dalla seconda amichevole stagionale, quella di domani pomeriggio a Sion.

Cambio di orizzonte, ecco la difesa dell’Inter

Un cambio d’orizzonte notevole, anche perché – al momento – non è ancora a disposizione Miranda che sta consumando le vacanze post mondiale.

Spalletti però sa bene che, pur sapendosi districare pure nella difesa a quattro, De Vrij il meglio lo dà – come dimostra l’ultima, scintillante, stagione – quando la squadra difende a tre e lui non ha troppo campo da coprire.

Una mezza frase pronunciata a Lugano dall’uomo di Certaldo («De Vrij ha fatto bene anche a quattro») dimostra come la pensi in tal senso l’allenatore. Spalletti, con sano realismo, sa che, nell’Inter che verrà, la difesa sarà il punto di forza della squadra e sui “magnifici tre”, ovvero – oltre a Miranda e all’olandese – Milan Skriniar vuole costruire le fondamenta di una squadra che attaccherà sapendo di aver un muro davanti ad Handanovic anche quando si staglierà di fronte l’inquietante sagoma di Cristiano Ronaldo.

L’Inter ridisegnata come la Lazio

L’Inter che verrà sarà tagliata su misura per l’olandese. Il sistema di gioco che vuole impiantare Spalletti in squadra ricorderà molto quello della Lazio di Simone Inzaghi, un 3-5-2 che si trasformava in 3-4-2-1 a seconda della posizione di Milinkovic-Savic.

Ruolo che, ovviamente, sarà occupato da Nainggolan, il quale – a seconda dei momenti della partita -, dovrà rinforzare il centrocampo oppure buttarsi da provetto incursore tra le linee avversarie. Sistema di gioco in cui può rifiorire Candreva (che già giocava esterno con Conte in Nazionale) e dove Perisic può essere un prezioso jolly tanto come esterno (in determinate partite),

quanto come seconda punta, ruolo dove l’Inter potrà contare pure su Martinez e Politano.

L’importante sarà, ovviamente, l’atteggiamento complessivo che dovrà avere la squadra, come peraltro sottolineato sempre da Spalletti: «Voglio un’Inter compatta in campo, quello deve essere il nostro segno di riconoscimento. E vogliamo pure andare a prendere là in alto gli avversari».

Trazione anteriore, una macchina da goal

Un’Inter che dovrà essere portata all’aggressività grazie proprio alla consapevolezza di avere le spalle coperte da un formidabile tridente difensivo. D’altronde per migliorare i 72 punti fatti nell’ultima stagione, l’Inter dovrà imparare a segnare di più.

E, anche in questo caso, la Lazio può essere da esempio: la squadra di Simone Inzaghi di gol ne ha segnati 89, mentre l’Inter ne ha fatti 66.

Però la Lazio ne ha incassati 19 in più rispetto all’Inter (49 contro 30). Qui sta la chiave di volta: con Skriniar, De Vrij e Miranda l’Inter può assestarsi ai livelli della Juve (che nell’ultimo campionato chiuse a 24) ma dovrà – grazie al nuovo sistema di gioco – segnare molti più gol, portando molti più giocatori in area di rigore. Un mix che, shakerato, potrebbe partorire un’Inter da scudetto.

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