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(CDS) Luka Modric campione dentro e fuori dal campo: quel gol il 5 marzo 2013…

Luka Modric dal 2013 una carriera memorabile, conosciamo il giocatore

C’ è un gol, un singolo gol, che ha cambiato la storia di Luka Modric al Real Madrid: è quello del 5 marzo 2013, nel ritorno degli ottavi contro il Manchester United.

Curiosamente, è un gol quasi identico a quello piazzato all’ultimo Mondiale contro l’Argentina. Quel gran destro da fuori porta i blancos sul pari, all’Old Trafford: avrebbero poi vinto, eliminando i Red Devils.

Quel destro sblocca definitivamente il croato, arrivato poco più di sei mesi prima a Madrid: rischiava di passare per un capriccio di mercato poco convincente di José Mourinho, dopo alcuni mesi timidi con tanti passaggi in panchina. Dopo quel gol Luka esce raramente dai titolari, e Florentino inizia a guardare il ragazzo smilzo arrivato dal Tottenham con altri occhi.

La crescita del giocatore

Il peso di Modric è cresciuto anno dopo anno, di pari passo alla capacità di far evolvere il suo gioco: negli anni inglesi aveva aggiunto alla qualità rapidità e forza, in Spagna impara a giocare a due tocchi e ad andare in verticale.

Con Ancelotti è titolare inamovibile, il 24 maggio 2014 si appunta una nuova medaglia sul petto con il corner decisivo, al 93’ della finale di Champions, per la testa di Ramos. Il difensore si prende i riflettori, Luka gli abbracci di Florentino, libero dall’ossessione della Decima.

L’anno dopo un infortunio gli fa chiudere la stagione in anticipo: il calo del Real senza di lui è un altro mattoncino alla crescita del suo status. Poi arriveranno le tre Champions di fila, con Zidane, al fianco di Casemiro e Kroos.

Un po’ per i successi, un po’ perché i centrocampisti di qualità (vedi Pirlo) sembrano essere più apprezzati con gli anni che passano, Modric diventa sempre più figura, crack, stella.

A ottobre 2016 c’è il riconoscimento economico, con contratto da top player, rinnovo fino al 2020, clausola da 750 milioni. Il croato fa parte della colonna vertebrale Real, che parte da Ramos e arriva a Ronaldo. La scorsa estate si prende il 10, la maglia dei fuoriclasse.

Luka Modric fuori dal campo

Anche fuori dal campo il ragazzo timido, silenzioso, ma apprezzato perché gentile e disponibile, è cresciuto. L’infanzia segnata dalla guerra dei Balcani, che gli porta via il nonno a 6 anni e lo costringe a fuggire a Zadar, hotel Kolovare, sono più lontani.

Continua a parlare a bassa voce, ma quando serve lo fa, e lo ascoltano: sa di essere leader, al Real come nella Croazia, dove quest’estate, al Mondiale, viene tramandata un’epica arringa nei supplementari dei quarti contro la Russia.

Del resto le Champions vinte sono diventate quattro, all’ultimo Pallone d’oro si è piazzato quinto, tutti lo indicano come l’architetto del team di Zizou.

La decisione di lasciare il Real Madrid

In tutta questa ascesa, però, qualcosa si sta rompendo, impercettibilmente. I piani, legittimi, del Real Madrid iniziano a contemplare l’idea di trovarne un erede. Meno comprensibilmente, Luka finisce in qualche discorso come pedina di scambio per arrivare a Neymar.

Nell’ultimo anno il giocatore si vede coinvolto in due processi, uno in Spagna per evasione fiscale (come Ronaldo), uno come testimone in Croazia per falso in bilancio e corruzione dell’agente e uomo forte del calcio croato Zdravko Mamic (a lui molto vicino).

Dal primo esce pagando una multa da un milione di euro, nel secondo una serie di «non ricordo» lo portano a una incriminazione per spergiuro, con possibile nuovo processo ancora da istituire.

Luka forse si sente poco protetto e coccolato dalReal, e nel frattempo vede partire prima Zidane, poi Cristiano Ronaldo. Il resto, è storia di oggi.

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