Inter

Dichiarazione d’amore di Ronaldo: «Inter, sei sempre nel mio cuore»

Me la sono davvero goduta, il calcio resta la mia vita e il mio grande amore

Ronaldo il fenomeno, «Ronie», Pallone d’oro, ex Inter, il più forte di tutti, ora ambasciatore del Real, è al sorteggio, dominato come sempre dal suo omonimo Cristiano.

In comune i due hanno la lingua portoghese e il Real, ma l’attaccamento di Ronie ai blancos sembra superiore: «Sono molto legato al Real più di quanto lo sia al Barça. Il Real era forte prima che arrivasse Ronaldo e lo sarà anche dopo. Resta la favorita della Champions, ha vinto 4 delle ultime 5 finali. Senza Ronaldo sarà un’altra grande sfida».

Ancora più forte di tutti? Più della Juve che ha «rubato» CR7?

«Trova una squadra fortissima, che è arrivata due volte in finale di recente. La arricchirà, ma la Champions non è facile. Prendere Ronaldo non significa essere automaticamente campioni. Quello che non si può negare è che si tratta di un colpoi enorme, impensabile, ma nessuno può dire che succederà e quali equilibri cambieranno. Gli faccio l’in bocca al lupo. Capirà di essere arrivato in un Paese bellissimo, al quale voglio un gran bene, si godrà una grande avventura».

Un tempo era Ronaldo contro Zidane, Inter contro Juve. Dopo Mourinho non c’è più stata gara.

«L’Inter è sempre nel mio cuore, anche se l’ho seguita poco negli ultimi tempi e non ho più parlato con Moratti. Intanto è arrivata in Champions ed è un gran risultato: si misurerà con le migliori, nel posto che merita».

A proposito di Zidane: l’ha sorpresa l’addio al Real?

«Positivamente, non è facile vincere tre Champions di fila, nessuno c’è riuscito, e poi andare. Conosco bene Zizou, è una gran persona e un bravissimo allenatore. Il più forte contro cui abbia giocato».

Potrebbe andare allo United

«Non so cosa stia succedendo a Manchester, ma piano prima di criticare Mou: lui è speciale, ha vinto tanto».

Zidane, Ronaldo, Messi e CR7 sono i più forti degli ultimi vent’anni: ma chi è il numero uno?

«Ah, non lo chieda a me, anche perché non è facile paragonare epoche diverse. Mi rimetto al giudizio dei tifosi (ride, ndr)».

Neymar non è ancora in questa categoria: cosa pensa delle scene al Mondiale?

«Che quando vinci sei il migliore e quando perdi sbagli qualunque cosa tu faccia. Era così anche ai miei tempi».

Dopo Ronaldo, il Brasile non ha più vinto un Mondiale: perché?

«Continuiamo a essere una fabbrica di stelle, ma al momento di fare squadre qualcosa non va. Dovremmo imparare dall’Europa: Italia, Spagna, Germania e Francia hanno vinto gli ultimi 4 Mondiali, prima c’era più equilibrio».

La sconfitta al Mondiale nel ’98 le fa ancora male?

«Non è stata la partita della mia vita: non stavo bene. Ma 4 anni dopo, quando pensavo che non avrei più giocato, dopo un grave infortunio, la vita mi ha dato l’occasione del riscatto. La vera bellezza è stata tornare a giocare. Quando mi sono sentito stanco, e sono iniziati i dolori, ho smesso: ora mi godo la famiglia e la mia vita a Madrid».

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