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FIGC, il calcio italiano abdica ancora una volta in favore della Juventus

L’AD bianconero Marotta proposto dalle big per la presidenza della FIGC

FIGC – Cicerone diceva: “La storia è maestra di vita”. Bene, questo adagio non sembra che si addica particolarmente al calcio nostrano. Calciopoli sembra non avere insegnato proprio niente. Le big della Serie A, infatti, starebbero pensando di proporre Marotta, AD della Juventus, come presidente della federazione.

Va detto, per dovere di cronaca, che lo stesso sarebbe si propenso a correre per tale carica, ma solo dal 2020 o 2021 e non nell’immediato. La sostanza però non cambia e l’interrogativo è: “Come si può affidare la presidenza di una federazione ad un tesserato di una squadra che ha fatto causa alla stessa federazione?”.

La risposta dovrebbe essere semplice: “Non si può”. Invece a quanto pare si può ed anzi sarebbe una soluzione auspicata perchè renderebbe la federazione più forte a livello internazionale.

Calciopoli, scudetti e fasce da capitano

Tutti ricordiamo lo scandalo che ha sconvolto il nostro calcio nel 2006. La famosa calciopoli che ha portato, tra le altre condanne, alla retrocessione della Juventus in Serie B. Stessa società che oggi, con Marotta, potrebbe arrivare ai vertici della FIGC. Va detto che nel 2006 Marotta non era un dirigente bianconero e quindi è totalmente estraneo ai fatti.

Lo stesso però fa parte dell’attuale Juventus che ha fatto causa alla FIGC per gli scudetti revocati e che ostenta ancora in bella vista nel proprio stadio. Sono di pochi giorni fa le parole del dirigente bianconero intervenuto in merito alla questione della fascia in onore di Davide Astori: “Le regole vanno rispettate”. Ha ragione sig. Marotta, non potremmo essere più d’accordo.

Due modi per dimostrare che pensa veramente quelle cose sarebbero: 1- tolga il 36 dallo stadio e lo sostituisca col 34; 2- rinunci, almeno finchè è un tesserato bianconero, a correre per la carica di presidente FIGC.

Consegnare la presidenza della federazione alla Juventus sarebbe il colpo di grazie per il calcio italiano. Rischieremmo di trovarci in una perenne calciopoli.

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