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L’utilizzo del VAR dopo le limitazioni dell’IFAB: ecco cosa cambia

La colpa non è degli arbitri

VAR – Innanzitutto va spiegato bene cos’è l’IFAB. E’ un acronimo che significa International Football Association Board; è un organo composto di 8 membri facenti parte delle federazioni britanniche (inglese, scozzese, gallese, irlandese). E’ però un organo indipendente sia da tali federazioni sia dalla FIFA. Compito dell’IFAB è quello di stabilire modifiche ed innovazioni al regolamento del calcio.

L’utilizzo del VAR è ovviamente un cambiamento nel regolamento e come tale deve passare dall’approvazione dell’IFAB. L’anno scorso tale tecnologia è stata sperimentata in Italia con successo. Se si esclude un fisiologico periodo iniziale di adattamento, la sperimentazione ha avuto successo. Gli errori arbitrali sono diminuiti grandemente senza azzerarsi del tutto.

Quest’anno inoltre i varisti hanno a disposizione una tecnologia 3D per individuare le posizioni di fuorigioco che è un ulteriore passo in avanti. Perchè invece sembra che quest’anno non ci sia la VAR? Semplicemente perchè è cambiato il metodo di utilizzo. L’anno scorso la tecnologia interveniva in caso di “chiaro errore”, quest’anno invece in caso di “chiaro ed evidente errore”.

L’aggiunte dell’aggettivo “evidente” ha di fatto silenziati i varisti, che non possono più intervenire se non in casi clamorosi. Gli arbitri si sono di fatto ritrovati a tornare indietro di un anno. La colpa non si può certo attribuire a loro, il cui compito è applicare il regolamento non farlo. Una domanda però è lecita.

Viste le polemiche sorte in queste prime giornate di campionato e visti i miglioramenti dell’anno scorso, non è il caso di rivolgersi al varista di propria iniziativa? Ne gioverebbe sicuramente tutto il movimento calcio che riacquisterebbe credibilità sia in Italia che in Europa.

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