Inter

Mercoledi c’è il Psv, Spalletti ha una missione e ha rigenerato un nerazzurro

Un uomo «con una sola missione»

Luciano Spalletti si definisce così. L’ultima volta che ne aveva vinte quattro di fila, la missione era veramente ai primi passi.

L’Inter doveva ancora tornare in Champions, tornare credibile, persino tornare possibile alternativa alle alternative della Juve. Con la vittoria sul Cagliari la classifica è tornata «guardabile», il ruolo di anti-Juve ancora va un po’ largo, ma forse perché i sette volte campioni non hanno una vera antagonista: «Ho paura che la Juve dopo la vittoria col Napoli prenda ancora più convinzione e ci stia ancora più tranquilla in quella prima posizione. E Allegri ruota bene i suoi giocatori. Trovarli col fiato corto sarà difficile».

La Missione di Mister Spalletti

Ma non è il caso di guardare troppo in alto, e non è il momento di deprimersi, anzi: «Sono contentissimo, come sempre quando si vince. Voglio essere ricordato per aver riportato questo club dove merita, e anche per l’impegno ». Impegno anche nel gestire gli… impegni ravvicinati.

«Alla terza partita poi bisogna metter mano». L’aveva annunciato , Spalletti, prima del turno infrasettimanale con la Fiorentina. «Mettere mano» ha preso forma con sei cambi in formazione, roba che da queste parti non si vedeva da un po’: aprile 2016, gestione Mancini.

Spalletti e la gestione delle risorse, ecco come rigenera Dalbert

Parlando di gestioni, quella del tris di gare è risultata perfetta, anche nella valutazione delle forze dell’avversario: il Cagliari si è dimostrato l’avversario giusto per lanciare definitivamente Lautaro, per concedere a Borja di giocare il suo calcio ai suoi ritmi, per recuperare Dalbert alla causa.

Il tecnico si gode il gruppo: «Vittoria importante e punti pesanti. Ho una rosa che mi ha permesso di fare un turnover importante. Posso, a prescindere, schierare undici grandi giocatori. E far recuperare altri che verranno buoni e Eindhoven. Ora i giocatori iniziano a bruciare energie psicologiche per la Champions. Specialmente noi che non la giochiamo da tempo».

L’Inter va in goal sempre con un giocatore diverso

Fra le note positive Spalletti inserisce Dalbert: «È cresciuto, e finalmente accettato di più in questo stadio. Ha delle grandi potenzialità, deve migliorare le letture. La difesa ha sopperito a qualche errore di troppo nella gestione della palla. Ne perdiamo di banali. Ma abbiamo concesso un paio di tiri verso la porta.

E il gol di mano, netto. E la difesa è stata protetta anche da Borja e Gagliardini, che sui passaggi non è sempre preciso, ma come posizione non sbaglia mai. Nainggolan? Oggi da sei meno».

Il nuovo 442 funziona alla perfezione?

Detto che i cali per il tecnico «qui all’Inter sono sempre solo una questione mentale, per la pressione di riportare l’Inter in alto», la gara ha rispolverato Lautaro, riproponendo la possibile coppia con Icardi: «Il 4-4-2 è una approdo possibile.

Lautaro secondo me è una prima punta, ma visto che è anche tecnico può muoversi da sotto-punta e palleggiare. Ma la squadra deve sostenerlo e contro gli allenatori italiani lasciare due giocatori oltre la palla non è sempre semplice. Al momento non ce lo possiamo permettere: lo abbiamo già fatto e abbiamo già perso col Sassuolo. Bisogna prima essere pronti». La missione (intermedia) è rendere questa squadra pronta presto.

Ora in volo verso l’Olanda

Con due gol nella ripresa il Psv Eindhoven, prossimo avversario dell’Inter in Champions, vince in casa del Nac Breda e allunga la sua striscia di vittorie consecutive in campionato, dove si conferma primo a punteggio pieno.

La settima vittoria (2-0) porta le firme di De Jong e Malen, talentuoso attaccante classe 1999. In vista di mercoledì, quindi, la squadra dell’ex Milan Mark Van Bommel arriva con il morale a mille: c’è voglia di fare risultato dopo il pesante 4-0 subito a Barcellona all’esordio in Champions.

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