Inter

Spalletti aspetta il vero Nainggolan e un gol pesante mai arrivato

100 giorni nerazzurri per il Ninja Nainggolan

Se credete ai numeri date un occhio qui: domani Radja Nainggolan chiude il primo giro, ad Eindhoven fa 100 giorni giusti giusti da giocatore dell’Inter.

Lui che Milano ha deciso di viverla partendo dal cuore e ad Eindhoven, una novantina di chilometri da dove è nato, cerca la prima grande notte di nero e d’azzurro, di Champions e di nuovi inchini. Il 26 giugno, quando il suo trasferimento divenne ufficiale, Radja si guardò intorno ed esaltò i tifosi con un tackle dei suoi, con le parole però: «Sarei venuto qui anche senza la Champions».

14 domeniche passate in nerazzurro

Cento giorni che sono pure 14 – il suo numero – domeniche passate in nerazzurro, abbastanza per fare da trampolino al Ninja che verrà. Quel che è stato è un Nainggolan da sei meno, per dirla alla Spalletti.

Maestro un po’ severo, Luciano. Perché anche con il freno a mano tirato Radja ha dimostrato di avere nel motore i cavalli che l’Inter non ha, la forza nello spingere in avanti i compagni, nel protestare con l’arbitro, nello strappare una trequarti altrimenti incollata ai due centrocampisti.

Esperienza Maledetta per il Ninja

È stato poco Radja fin qui, ma abbastanza Radja per non avere dubbi su quel che sarà. Sulla sua carta d’identità c’è scritto maneggiare con cura. Per tutti, un po’ meno per Spalletti. E un po’ di più se si pensa all’Europa. «La Champions è il sogno, è la partita che vorresti giocare fin da bambino», diceva lui qualche mese fa. Non solo. La Champions è pure il coefficiente di difficoltà che aumenta.

E un torneo che con Nainggolan non ha mai fatto rima con gioia grande, gioia assoluta. È lui l’omino delle informazioni che trovi nelle stazioni: come si gestisce un girone o una partita europea, all’Inter non possono che chiederlo a lui, il giocatore con più presenze (27) in Champions. Non chiedetegli però di ricordare i suoi gol, perché se ne contano solo due e neppure uno per il quale sia valso la pena esultare.

La doppietta al Liverpool di cinque mesi fa è un ricordo sbiadito e poco felice, perché i primi due gol in carriera nella più grande competizione europea non servirono a nulla, se non ad aumentare i rimpianti. Ce n’è abbastanza per dimenticare e guardare avanti. Abbastanza per cercare il primo vero gol in Champions, la prima grande serata di Inter.

Spalletti aspetta il vero Nainggolan

Spalletti aspetta il vero Nainggolan come il Natale, il migliore dei regali possibili. Il Ninja è chiamato ad aumentare i giri, il numero delle «vampate» (copyright Spalletti) e delle giocate decisive. Dice Luciano che «di strappi ora ne fa 2-3 ogni tempo, di solito ne fa uno ogni 2-3 minuti».

E sì che domani sera ad Eindhoven ci sarà da correre. Nainggolan è pronto, la provincia del Brabante – Olanda meridionale – un po’ gli ricorda la sua Anversa, distante appena un’ora d’auto. In fondo, poco più di quanto Radja impiega ogni giorno per andare ad Appiano.

Il Ninja è andato sul classico: City Life e Bosco Verticale lasciateli ad altri, Milano si vive meglio tra Brera e Castello, la vecchia città, lì dove Radja ha deciso di prendere casa e trasferire tutta la famiglia. Nel cuore di Milano, già nel cuore dell’Inter per come si è inserito nello spogliatoio. Gli manca giusto la scintilla della grande notte. Pare che in Olanda, nel giorno delle ricorrenze e dei compleanni, si usi dire «congratulazioni». E allora congratulazioni per i 100 giorni, Ninja. Aspettando un gol, un vero gol.

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