L’Inter in Europa non impone le sue idee: le difficoltà tattiche

L’Inter in Europa evidenzia le sue difficoltà tattiche: “Accontentarsi del pareggio potrebbe essere un atteggiamento pericoloso, non è questo l’approccio giusto. Di più: se il Tottenham gestisce il pallino del gioco, può diventare difficile per chiunque”.

Parole e musica di Luciano Spalletti, Wembley Stadium, 24 ore prima della partita. Spalletti che più o meno aveva detto le stesse cose prima delle due sfide con il Barcellona.

Al netto del risultato e di avversari diversi anche dal punto di vista tattico, dal palcoscenico nerazzurro è venuta fuori sempre un’altra messa in scena rispetto all’immaginario dell’allenatore. Anche a Londra l’Inter non è riuscita ad avere il pallino del gioco in mano, lo dimostra il 48% di possesso palla, ancora una volta dunque in misura inferiore rispetto agli avversari.

L’Inter in europa predilige una fase di possesso palla

L’Inter di Spalletti ha scelto, ancor più in questa stagione, la filosofia del possesso palla. In Italia funziona, in Europa no. Certo, pesa anche il confronto con gli avversari, che in Champions sono certamente di livello superiore e dunque non consentono troppi giri di valzer.

Ma in qualche modo incidono anche la mancanza di esperienza a determinati livelli e un’assenza di personalità in alcuni protagonisti in campo, che a Londra avrebbero spinto l’Inter a cercare il gol con maggiore insistenza piuttosto che mettersi a calcolare lo 0­ a 0.

Non passi inosservato un altro dato: l’Inter è la squadra che in Champions ha concretizzato meno dribbling (22) e quella che ha la peggior percentuale realizzativa rispetto al totale dei tentativi (39,3%).

Qualità e personalità, non ci sono altre spiegazioni. Contro il Psv, tra 12 giorni, non potrà mancare nessuno dei due ingredienti. Altrimenti sarà persino inutile mettersi ad ascoltare il risultato del Barcellona.

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