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Inter, il giorno dopo il ko c’é un doppio rammarico ma una soddisfazione

Gagliardini ha avuto sul piede la palla per tornare, di colpo, un eroe interista, come prometteva di essere in quel primo mese dopo l’arrivo dall’Atalanta e come invece non è mai riuscito ad essere.

Ha avuto sul piede la palla per portare avanti l’Inter. Certo, era presto, molte cose potevano cambiare, ma quella di Gagliardini poteva essere la palla per firmare un’impresa. Invece il rumore non è stato quello di un boato lontano dal settore ospite ma quello sordo del legno: «Purtroppo è andata così, volevo metterla in diagonale – dice il centrocampista –, se avessi alzato la testa avrei potuto tirare sul primo palo e Szczesny non ci sarebbe arrivato».

La delusione di tornare a Milano senza goal e senza i tre punti

L’Inter invece torna da Torino a mani vuote: «Usciamo con zero punti ma consapevoli che possiamo toglierci soddisfazioni. Vedremo a marzo o aprile dove saremo. Il nostro problema? Al momento è la continuità per 90 minuti: a tratti siamo andati bene, ma dovevamo tenere di ancora di più la palla».

L’importanza di Skriniar in campo

Correre, scivolare, anticipare, lottare non è mai stato un problema per Skriniar. Nemmeno con un cliente come Ronaldo: «Abbiamo avuto delle occasioni ma non siamo riusciti a trasformarle. Ma va anche considerato che abbiamo giocato alla pari a lungo con la Juve.

Prendiamo le cose buone e pensiamo al Psv». Miranda è ancora più positivo: «Abbiamo dimostrato di essere forti come la Juve».

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