Inter

Ho sognato la seconda stella

"Adesso entro, segno e vi faccio vedere chi sono io"

Il titolo è volutamente forzato e prende spunto da una frase di Correa ieri sera quando candidamente ha dichiarato di aver sognato un esordio così: “Adesso entro, segno e vi faccio vedere chi sono” queste le parole del Tucu che probabilmente rispecchiavano il desiderio di tutti noi tifosi alla fine del primo tempo di Verona Inter. Ma questa squadra può sognare la seconda stella? Chi vi scrive è un inguaribile ottimista che cerca di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, e da sognatore addirittura lo riempie.

Fermo restando che non si può ancora giudicare pienamente questa squadra fino al termine del mercato, possiamo comunque essere fiduciosi per il futuro; la gara di ieri, già analizzata molto bene dai nostri amici della Voce Nerazzurra offre qualche spunto di riflessione interessante.

Contro il Verona è stata partita vera

Se la gara col Genoa poteva sembrare quasi un allenamento e ha mostrato un Inter straripante, la partita contro il Verona ha dimostrato che la nostra squadra può ribaltare una situazione di svantaggio. Non era partita bene l’Inter, e il pressing asfissiante del Verona ha probabilmente sorpreso i nostri e il mister. Forse la pecca più grave è stata non riuscire a mantenere la calma dopo lo svantaggio e per lunghi tratti della prima frazione di gara, pur non subendo tiri nello specchio, l’Inter è sembrata spaventata, quantomeno in balia di se stessa.

Il secondo tempo inizia con un piglio completamente diverso: è Lautaro a scacciare la crisi adempiendo pienamente al ruolo che gli è stato affidato di leader offensivo. Ma è tutta la squadra a girare meglio. Çalhanoğlu apparso smarrito nel primo tempo inizia a difendere ogni pallone e ad essere più propositivo se pur impreciso davanti. Brozovic a corrente alternata,  ma scopriremo a fine gara che ha giocato nonostante qualche acciacco di troppo. A questo punto i cambi fanno la differenza e saranno proprio questi l’arma in più quest’anno per farci sognare la seconda stella. Inzaghi pesca dal cilindro il coniglio Vidal che continua a dimostrare di essere probabilmente il vero acquisto di centrocampo di quest’estate. Se il cileno sta bene fisicamente e ha la testa di questo inizio di campionato rimane uno dei centrocampisti più forti della Serie A, specialmente inserito ogni volta gara in corso può fare nettamente la differenza.

Barella a tutto campo, Darmian super!

Barella dimostra ancora una volta perché lo possiamo definire il centrocampista migliore della Serie A: prende il posto di Brozo come se giocasse in quel ruolo da una vita, togliendosi lo sfizio di confezionare il secondo assist vincente in due gare. Il reparto difensivo non commette errori rilevanti, Bastoni continua ad essere una gioia per gli occhi, meravigliosa la cavalcata e il tiro in diagonale al minuto 69 che ci hanno fatto saltare dal divano. Bravi Darmian e Perisic nella loro gara di sacrificio. Soprattutto Matteo continua a dimostrarsi affidabile forse non spettacolare come tanti vorrebbero ma estremamente concreto, la corsa senza fiato per recuperare il pallone che sarebbe diventato l’assist del 2 a 1 è da 8 in pagella; Dumfries può crescere in tranquillità in questa squadra e imparare con calma i meccanismi di gioco e l’ambiente della Serie A.

Male Handanovic che continua a dimostrare di essere in fase calante, questione che preoccupa molti tifosi a partire dalla seconda metà di stagione con Antonio Conte. E dai dati di OptaPaolo emerge come il portiere che avrà sicuramente un peso specifico notevole in società non sia più sereno tra i pali essendo il portiere che dallo scorso anno ha commesso più errori che hanno portato al gol degli avversari (quattro), incertezze che con alcune squadre potrebbero costarci la sconfitta. Ecco, in questo caso, i sogni sono meno tranquilli.

Inzaghi le azzecca tutte

Il sogno di Inzaghi è lo stesso nostro sogno, questa seconda stella, conquistata insieme sarebbe un ricordo bellissimo, una vittoria oltre i guai societari ed economici che stiamo vivendo, per una proprietà in certi casi assente, e costretta a guardare esclusivamente il bilancio, che il sogno ce lo stava portando via sul più bello. Gli hanno tolto Hakimi, non sono riusciti a trattenere Lukaku, e hanno finora reinvestito poco o nulla su questo mercato. È evidente come nessuno sano di mente vorrebbe fare proclami o pretendere lo scudetto ad oggi. Eppure Simone non si è scomposto, ha tenuto duro, collaborando con la dirigenza, che, con Marotta a capo, sta facendo miracoli. Ringrazia per i nuovi acquisti, che hanno portato serenità ed equilibrio a questa squadra, che, sicuramente nell’undici iniziale è inferiore a quella dello scorso anno, ma che, nel suo complesso può addirittura essere migliore. Anche perché le avversarie, ad oggi, non sono più forti dello scorso anno, né di questa Inter. Ne riparleremo il 1 Settembre, a mercato concluso, dove tireremo le somme. Ha chiesto, voluto fortemente e infine ottenuto Joaquín Correa, sicuro che possa farci sognare.

La legge del Tucu

E proprio il Tucu dimostra in venti minuti essere l’esatto opposto di quello che temeva la metà della tifoseria nerazzurra: il cocco dell’allenatore e un giocatore che segna poco. Intanto l’argentino è arrivato alla terza doppietta nelle ultime sei gare personali ma con un niente ha sfoderato numeri diversi da quelli che aspettavamo ieri sera: gran colpo di testa sul 2 a 1 e destro chirurgico da fuori per il gol del 3-1.

Un esordio che non dimenticheremo facilmente noi tifosi, un esordio che nemmeno immaginava Joaquín, un esordio che ha superato le sue aspettative e i suoi sogni. “Adesso faccio un goal e vi faccio vedere chi sono”. Ha fatto più di quello che immaginava, e allora perché anche noi non possiamo sognare più di quello che possiamo immaginare?

#roadtosecondstar

Articolo di Alessandro Grillo, illustrazione di Alessandro Canto

Click one of the streamers to view their stream!

    Back to top button