Inter

Cocco bello

Un'estate dopo Villa Bellini, 2 mesi dopo l'addio di Conte, è tempo di stringersi intorno al mister

Estate 2020, i fuochi di Ferragosto erano passati da poco, mentre quelli nerazzurri sembravano pronti ad esplodere. Antonio Conte, dopo Bergamo, già dava la sensazione di essere arrivato al capolinea di San Siro ed era pronto a scendere, perché, di condurre l’Inter da solo, si era stancato.

Nelle varie salite incontrate e nelle lunghe trasferte fuori porta si era sentito poco protetto, un episodio in particolare lo scosse. Villa Bellini sembrava la sede giusta per sancire un divorzio annunciato che appariva ormai imminente.

L’ombra di Allegri era incombente…
Tra una granita al limone e un “cocco bello”, aggiornando senza sosta le news di quel pomeriggio assolato, ho sperato che tutto si potesse ricomporre, perché eravamo ancora troppo fragili, incompiuti, una crescita solo abbozzata che valse comunque un secondo posto ed una finale europea.

“Ecco Conte”
“Non e’ solo”
“Forse è con il suo Avvocato”
“Ma no…era l’autista”.

Ogni minuto un aggiornamento,
manco fossimo alla “Maratona Mentana” .

Allegri intanto, pensava ad un Barella “alla Marchisio” e ad un Hakimi (Achraf mio) alla De Sciglio (Cancelo docet).
No, non avrei potuto sostenere una tale evoluzione.

Poi, finalmente l’annuncio, la conferma di Antonio e di Pintus, la continuità del progetto di crescita.
Villa Bellini non sanci’ un divorzio ma un nuovo patto, forse un armistizio ma almeno non decreto’ l’arrivo del Mister di Livorno.
Si perché, con Allegri, saremmo tornati indietro attraverso una brusca inversione ad U di un progetto appena iniziato, che ci avrebbe condotti all’ennesima svolta tecnica.
Ed allora via al Conte-bis e alla meravigliosa cavalcata, fino al 19° Scudetto mentre Allegri, rimaneva a studiare la Juve di Pirlo ed il suo calcio identitario.
Dopo un incredibile festa nerazzurra ed un enorme entusiasmo atteso per troppi anni, Conte tornava idealmente a Villa Bellini e questa volta per salutare, senza appello.

Ecco, Allegri torna ancora una volta vicino…ma la sua Juve delusa e ferita lo richiama.
Allegri è tornato sul suo trono bianconero dal quale ha spodestato il prode Andrea; Allegri, l’allenatore dei 6 Scudetti che questa volta pero’, non ha trovato la corazzata contiana ma una squadra ancora alla ricerca di sé stessa.

E così tra “Conte il costruttore” e “Allegri il gestore”
Marotta sceglie Simone Inzaghi, come al tempo scelse il giovane Allegri.
Simone Inzaghi, che con la sua umiltà e la sua cultura del lavoro si è calato nel mondo nerazzuro con il piglio del veterano.
Quel “cocco bello” dello scorso anno, mi diede la certezza che era la scelta giusta come lo sarà quella di questa estate.
Forza Simone.
Forza Inter.

Articolo di Nico Spinelli, illustrazione di Salvatore Impusino

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