Editoriale

Per un punto Martin perse la cappa

Considerazioni di fine calciomercato

Curiosa la storia di Martino abate del monastero di Asello. Volendo abbellire la sua abbazia, decise di apporre sul portale principale un cartello di benvenuto: “La porta resti aperta. Non sia chiusa a nessun uomo onesto”. La storia racconta che l’artigiano incaricato del lavoro (o l’abate stesso, vai a sapere la verità), complice probabilmente la stanchezza o la distrazione, sbagliò la posizione del punto e scrisse “La porta non resti aperta per nessuno. Sia chiusa all’uomo onesto”. (Abbiamo inserito solo le traduzioni moderne dal latino originale). Questo portò l’abate non solo a fare una brutta figura davanti a tutti, ma a subire la rimozione della carica di Priore del ministero perdendo la propria cappa, o mantello, che ne rappresentava la posizione.

Perché questa storia?

Perché non vorremmo che proprio sul più bello la nostra squadra, al termine del calciomercato possa farsi trovare distratta o impreparata per quello che potrebbe essere l’ultimo colpo che garantisca il definitivo salto di qualità.

Chi vi scrive è  sempre l’inguaribile ottimista che ha sognato la seconda stella, ma bisogna anche ammettere che queste prime due giornate di campionato stanno dimostrando come le sette sorelle non siano rimaste ferme a guardare.

Tutt’altro, in realtà Mourinho e Sarri hanno già compiuto un capolavoro infondendo fiducia e dando anima alle loro squadre, il Napoli si ritrova ad essere una gran bella formazione allenata da un allenatore esperto e capace di valorizzare i componenti della rosa, il Milan ha preso coraggio dopo il secondo posto dello scorso anno ed ha acquisito esperienza cercando di ampliare la rosa, e chi dà già per morta la Juventus non si intende molto di calcio lasciatemelo dire.

Considerando tutto questo, nonostante le difficoltà societarie e i miracoli di Marotta, (l’acquisto di ottimi elementi, ultimo per ordine di tempo quel Correa che farà sognare le tifoserie) ci ritroviamo ad ammettere di avere ancora una squadra incompleta. Forse qualcuno dirà che in realtà gli elementi sono più che sufficienti, forse sì, almeno livello numerico. Ma se provassimo ad analizzare un attimo i componenti della squadra potrebbe essere potrebbe essere che stiamo spostando il nostro punto nella posizione sbagliata?

Portiere e difesa. Tralasciando l’annoso problema portiere che ormai abbiamo compreso si risolverà il prossimo anno, la difesa nel trio titolare è probabilmente una delle più forti di Europa, ma le riserve destano qualche preoccupazione: non tanto per Ranocchia che conosce bene ambiente, e nel suo ruolo ancora per un anno può andare come vice DeVrij, ma D’Ambrosio e Kolarov potranno essere sostituiti all’altezza di Skriniar e Bastoni? Darmian e Dimarco dovranno fare gli straordinari? Oltre che giocare sulle fasce saremo costretti a vederli dover giocare  in difesa?

Preoccupa di più il centrocampo. Ci siamo augurati tutto il tempo che arrivasse Nandez il quale rappresentava la perfetta prima sostituzione per i nostri. Così non è stato, vuoi per una rosa appunto troppo larga, ma che non garantisce grandi certezze. Possiamo davvero fidarci delle condizioni fisiche emotive di Sensi Vecino o Vidal? Il cileno secondo me se in forma è il centrocampista più forte del campionato dopo il nostro Barella. Ma riuscirà ad accettare di giocare solo gli ultimi 30 minuti delle gare? Avrà capito il suo ruolo di comprimario e fisicamente potrà gestire tutte queste partite?

L’attacco è davvero completo? Quest’ultimo timore lo suscita Dzeko, sicuramente il giocatore di maggiore esperienza e capacità del nostro attacco, ma è impensabile costringere un giocatore di 35 anni a giocare tutte le partite; un altro attaccante possente fisicamente, uno come Belotti, avrebbe fatto potuto fare al caso nostro. Sulle condizioni di Sanchez sappiamo poco, e Satriano, per quanto bravo, non sa nulla della Serie A. Per l’età che ha potrebbe essere mio figlio, e io non vorrei mai rischiare che si bruci alla sua prima stagione, un prestito che possa valorizzarlo poteva essere la soluzione ideale. A questo punto rischiamo la coperta sia corta anche in attacco.

Marotta, al quale va la nostra gratitudine per essere riuscito a fare un calciomercato con quattro soldi, non è uno sprovveduto e ha sicuramente calcolato i vari rischi, immaginiamo preparando già il mercato del prossimo anno. In definitiva mi sento di dare un 7,5 a questa sessione di calciomercato, da dividere col 10 alla dirigenza e 5 alla proprietà, la quale, dovendo pensare molto ai conti, ha forse trascurato un po’ troppo i sentimenti dei tifosi. E voi cosa ne pensate? Potremo comunque puntare con questa squadra alla seconda stella?  Chi scrive spera di si ricordandovi che a volte un solo punto (in classifica) può fare la differenza per tutto il campionato.

#roadtosecondstar

Articolo di Alessandro Grillo, illustrazione di Alessandro Canto

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