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Al via la nuova Champions League con la formula 4×4

Nasce la nuova Champions League, ecco i dettagli

La Champions League 2018/19 ha appena decretato i primi gironi della nuova stagione, ma non mancheranno di certo le novità.

Qualche tifoso sarà sorpreso dai nuovi orari in cui si disputeranno le partite della più importante manifestazione calcistica del Vecchio Continente: non le solite 20.45 per tutti, ma le 18.55 e le 21.

Il girone dei nerazurri

La sorte non è di certo stata buona con i nerazzurri, infatti la squadra di Spalletti è stata sorpresa dal durissimo sorteggio di Champions, che ha visto i nerazzurri finire nel gruppo B con Barcellona, Tottenham e PSV Eindhoven.

Dettagli, in realtà. Perché la vera rivoluzione sta a monte. E riguarda i soldi.

Ovvero le casse delle società, pronte a riempirsi come mai fino ad ora. Perché la nuova Champions ‘4X4’ – ovvero con al via le prime quattro squadre dei campionati spagnolo, inglese, italiano e tedesco – ha fatto sì che il valore del torneo sia cresciuto quasi del 50 per cento: da 2,3 miliardi a 3,25 miliardi di euro di fatturato.

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Di conseguenza, sono aumentati i premi per i club: un totale di quasi 2 miliardi (1,95 per l’esattezza) da distribuire alle 32 finaliste per il prossimo triennio.

Per il 2021-24 si andrà ancora oltre e scusate se (non) è poco. E se la formula è rimasta la stessa (prima la fase a gruppi e poi l’eliminazione diretta), sono cambiate soprattutto le voci legate ai premi.

Diventate quattro, ognuna con un proprio valore percentuale sul montepremi totale: partecipazione (25%, 488 milioni), risultati nel torneo (30%, 585 milioni), ranking storico (30%, 585 milioni) e market pool (15%, 292 milioni).

In soldoni, ché è appunto il caso: la ‘semplice’ partecipazione ai gruppi vale già 15,25 milioni, un pareggio fa incassare 900mila euro, una vittoria addirittura 2,7 milioni.

Quanto guadagnerebbe una squadra se arrivasse in finale?

Una squadra che vincesse tutte le 13 partite, fino alla finale, si metterebbe in tasca 82,2 milioni tra risultati e fisso partecipazione. Poi, le altre due voci: il market pool è quello che ci ha perso rispetto al passato (da 500 milioni a meno di 300),

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ma poco importa per quelle società che hanno una ‘storia’ di vertice nell’ultimo decennio e che sono state classificate in base al ranking Uefa: la prima (il Real Madrid) incassa così 35,4 milioni e la Juve (sesta) ne ha già in cassa 29,7.

Napoli, Inter, Roma e Juventus ecco le pretendenti Italiane della Champions

Più indietro, ovviamente, Inter, Napoli e Roma. Basti una considerazione, per rendere l’idea: se i bianconeri uscissero dal torneo con sei sconfitte nel gruppo, porterebbero comunque a casa 58 milioni dall’Uefa.

Ovvero la cifra che solo l’anno scorso ha incassato chi ha alzato la Coppa al cielo: con Ronaldo al centro del proprio attacco, è peraltro improbabile che la Juve non conquisti nemmeno un punto in sei incontri.

Realisticamente, quindi, una buona coppa potrà portare nelle casse juventine un centinaio di milioni in più rispetto al recente passato.

Con diverse sfumature, senza dimenticare gli introiti da botteghini e sponsor, il discorso riguarda logicamente tutte le altre partecipanti, italiane e non.

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I candidati alla vittoria della Chempions

La Juve ha preso CR7 per immaginarsi davanti a tutti, la Roma è stata semifinalista pochi mesi fa e ovviamente si è molto divertita, il Napoli ha in panchina Ancelotti che di Champions ne ha già vinte tre da allenatore, mentre l’Inter di Icardi (al suo esordio assoluto nella manifestazione) torna a respirare l’aria più nobile del calcio dopo sei anni di lunghissima astinenza.

Quote alla mano, la favorita numero uno per alzare il trofeo è però al momento considerato il Manchester City di Guardiola (dato a 6 da Snai ed Eurobet):

i campioni d’Italia sono però appena dietro (6.50), davanti a Barcellona, Psg e Real Madrid. Più indietro le altre italiane: l’Inter viene data a 30, Roma e Napoli a 40.

Farsi però prendere da un po’ di sano ottimismo non costa nulla ed è il momento giusto per farlo. Mentre chi deve badare ai conti si sta già strofinando le mani: l’importante, per adesso, è esserci.

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