Berti: “Icardi non si discute. Spalletti è uno serio, Piatek non mi preoccupa”

Berti: “Icardi non si discute. Spalletti è uno serio, Piatek non mi preoccupa”

Lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, da Nicola Berti, uno degli interisti più amati di tutti i tempi. Per l’ex centrocampista, 311 partite in nerazzurro, condite da 51 reti. Negli occhi dei tifosi piú datati resta tuttora impressa, a distanza di oltre trent’anni la cavalcata coast to coast che permise a ”Nicolino” di segnare uno storico goal al Bayern Monaco.

Proprio come allora Berti, va dritto al punto: «La situazione non è complicata. La squadra è forte, gli uomini ci sono, questa squadra ha un’impronta importante. Sono venuti a mancare i risultati e quindi si è persa un po’ di fiducia. Ma l’Inter non deve avere nessun tipo di timore».

Per Berti, il momento non è così nero come viene dipinto

Sarà duello col Milan? «Sì, ci aspetta una lunga sfida tra Inter e Milan, ma non ho dubbi, arriveranno rispettivamente terza e quarta, entrambe in Champions».

Il gioco dell’Inter però ha subito un’involuzione. Colpa delle tensioni, dei casi, dei rinnovi?
«Bisognerebbe vivere.lo spogliatoio per capirlo, ma quello che ho visto ultimamente in campo, come atteggiamento, non mi preoccupa. Anzi, mi fa pensare positivo».

Davvero? «Prendete Perisic: sembrava dovesse partire, è rimasto fuori, poi è tornato contro il Bologna e a me è piaciuto un sacco. È stato uno dei migliori. Ha mostrato carattere, ha fatto vedere che ci crede, di essere con la squadra. Già contro la Lazio, in coppa, aveva l’atteggiamento giusto. Avete notato come era vicino ai rigoristi?».

Nainggolan il rigore l’ha sbagliato. E’ recuperabile?
«Lasciamo stare l’aspetto extracalcio, che comunque ogni tanto ci vuole…In campo Nainggolan da adesso in poi può essere quello che da la svolta. Non l’abbiamo visto il vero Ninja: punto su lui e Perisic per la seconda metà della stagione. Oltre che su Icardi».

Ecco non segna da sei gare in A. Tutto normale?
«Icardi non si discute, dopo tutti i gol che ha fatto negli ultimi 5 anni. Per gli attaccanti
appena infili una serie senza segnare scatta il caso. È un momento così, ma dico che lo vedrete esultare già a Parma».

I tifosi non sembrano essere positivi come lei.
«I tifosi sono sempre stati vicini, possono anche permettersi di rompere un pò le scatole, di contestare. Ma la squadra saprà riconquistarli».

Spalletti intanto ha incassato la fiducia. «E ci mancherebbe altro! Spalletti è uno serio, preparato, in gamba. Merita di arrivare fino alla fine, e porterà l’Inter al 3° posto e avanti in Europa League. E magari qualcosa in più in una coppa in cui l’Inter ha grande esperienza».

L’intervento societario quindi è stato tempestivo?
«Sì, la società è forte, strutturata, seria. Mi è piaciuta anche sul mercato invernale. Non c’era bisogno di prendere nessuno. E giustamente non hanno fatto niente».

Si aspettava di più da Lautaro? «Deve fare esperienza, è giovane. Ha avuto qualche occasione, l’ha sbagliata ma era lí, al posto giusto. E’ un buon segno, magari giocando qualche minuto in più le segna. Anche con Icardi possono giocare insieme».

A tutto il resto pensa San Handanovic. «Non solo lui. Anche De Vrij e Skriniar che è un vero fenomeno. La difesa è una fortissima, lì siamo senza dubbio a posto».

Piatek però sembra già caldo. Un problema per il duello e per il derby? «Di Piatek non mi preoccupo».

Non vede possibili inserimenti da Roma, Lazio,e Atalanta? «No, proprio no.» Guardare alle spalle non è un’opzione.

Fonte: Gazzetta dello Sport