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Buffon: “Vittoria contro la Juve in Champions? Vorrei esultare pazzamente”

Gigi Buffon, ex portiere della Juventus, ora al Paris Saint-Germain, si è concesso in una lunga intervista al Corriere della Sera, parlando di vari argomenti.

Queste alcune delle sue parole più importanti: “Cosa rispondo a chi dice che continuo a giocare per i soldi? Un po’ di invidia c’è sempre ed è anche umana, ma la prima regola è quella di non lasciarsi condizionare da giudizi e idee altrui. Non prostituirò mai i miei ideali e i miei sogni per il denaro. Altrimenti lo avrei fatto ben prima. Il denaro è importante, è un mezzo per vivere meglio. Ma non sono venale”.

Sull’accoglienza francese: “E’ stata straordinaria. La gente per strada mi ringrazia e per me a 40 anni è incredibile: esiste una parte di mondo che ti considera ancora importante, come un valore aggiunto”.

Champions: “A fine carriera vi dirò cosa è stata per me. Non sono venuto qui per vincerla, perché altrimenti non avrei capito niente. Ma spero di portare qualcosa in più e ho l’ambizione di migliorare quello che è stato fatto fin qui. Sarebbe importante”.

Juventus, Mou e Nazionale

Juventus: “Sfidarli prima della finale sarebbe meno doloroso? Sì. Anche bello e strano. Ma tornerei nel mio stadio, tra i miei tifosi, con cui mi sono lasciato in maniera commovente. Una rimpatriata. Mentre in finale la gestione del dopo partita sarebbe complicata: vorrei avere la libertà di esultare pazzamente in caso di vittoria”.

Esonero di Mou: “Più facile per lo United senza Mourinho? Può essere, ma non per il valore dell’allenatore quanto per la situazione ambientale che si era creata. Uno come Pogba ad esempio deve dimostrare qualcosa. Credo che sarà una sfida più complicata di quanto sembri adesso”.

Nazionale:  “L’Italia è in buone mani con Mancini ct, Chiellini capitano e Donnarumma in porta? Sì. Mancini sa qual è la strada migliore da intraprendere, mentre il presidente federale non lo conosco. Sono strafelice che Chiello abbia ereditato la mia fascia sia alla Juve sia in Nazionale perché è un uomo e un giocatore che merita questo tipo di responsabilità. Gigio è un simbolo della coerenza e della bontà del progetto che prevede di preparare i più giovani al prossimo appuntamento. Credo che anche Perin, se cominciasse a giocare, Meret, Cragno e Sirigu diano garanzie totali. Io ho parlato col Mancio: non c’è bisogno di me”.

Cristiano Ronaldo, Cori razzisti e Politica

CR7: “Ho giocato con tanti campioni e per misurarmi avrei voluto giocare con tutti, anche con lui. A Parigi però non è che non ce ne siano. Mbappé e Neymar hanno quel tipo di pedigree”.

La Juve è la più forte in Europa? “È sicuramente tra le grandi pretendenti. Ma non sempre vincono i più forti. Soprattutto in un torneo più corto a volte vincono i più bravi”.

Cori di San Siro: “Sono cose indecenti e, ovviamente, non mi riferisco ai milanesi, ma a chi dentro di sé ha ormai un odio radicato, erroneamente derubricato in tifo da stadio. Non c’è bisogno di demagogia ma di tolleranza zero, altrimenti ci ritroveremo accerchiati da individui ancora peggiori. E probabilmente in tutto ciò il calcio nemmeno c’entra. Questo è un tema assai più serio e complesso: qui ci sono i germi dell’odio che continuano ad annidarsi ovunque. Stadio compreso”.

Futuro in politica: “Ho imparato a dire “mai dire mai”. Ho capito quanto sia stato fortunato a essere uno strumento di felicità per la gente e quanto potere ti dà questo. Dentro devi essere altruista e io lo sono sempre stato. E vorrei tornare a trovare un piccolo spazio dove posso essere strumento di sogno o di aiuto. Però non so ancora quale sarà”.

Fonte: Corriere della Sera

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