“E’ tutta colpa di Spalletti”: domani, però, non salite sul carro

“E’ tutta colpa di Spalletti”: domani, però, non salite sul carro

Chiusa la settimana del derby d’Italia, Luciano Spalletti, bersagliato da stampa e tifo, deve preparare una gara importantissima, quella di domani in Champions. Una vittoria contro il PSV, infatti, può portare l’Inter agli ottavi di finale, nel caso in cui il Tottenham non vinca al Camp Nou contro il Barcellona.

Il tecnico ha vissuto un weekend ricco di critiche dopo il ko di misura all’Allianz Stadium. Contestazioni mosse dagli addetti ai lavori e da tanti tifosi  che sui social trasformano i vari gruppi in veri e propri Bar Sport. Ovviamente tutti possono muovere pensieri, considerazioni e anche tattiche personali, ma il calcio è anche e soprattutto altro. Già, perchè colui che “non capisce nulla” è anche la stessa persona che ha permesso, dopo 6 lunghissimi anni, fatta dei vari  Mazzarri, Mancini, De Boer, Pioli, di rivivere notti come quelle della celebre “la prende Vecino, della Garra Charrua” e come quella di domani. Che indipendentemente da come andrà, segnerà la stagione nerazzurra. E chissà, forse anche il futuro dell’ex tecnico giallorosso.

Quelli dell'”è un incompetente”, del “se non avesse tolto Politano per Borja” sono gli stessi che dovrebbero ammettere diversi aspetti. L’Inter contro la Juventus ha giocato una delle partite migliori dell’intera gestione Spalletti, tenendo testa, con la stessa formazione dello scorso anno (tolti Vrsaljko e l’ex Sassuolo) ad una squadra che ogni anno potenzia la rosa, macina campionati e scudetti e che in campo aveva un certo Cristiano Ronaldo, annullato, praticamente dalla difesa nerazzurra.

Se Gagliardini e Politano…

I nerazzurri hanno tenuto testa praticamente per 70 minuti, dominando il primo tempo e sfiorando in almeno tre occasioni il vantaggio. Con i se e con i ma la storia non si fa, dice un detto. Però a questo punto, per restare in tema, potremmo dire che “se Gagliardini e Politano non avessero fallito le rispettive occasioni” il risultato finale avrebbe detto altro, così come tanti tifosi da bar.

Analizzando brevemente l’aspetto tecnico, l’errore di Spalletti c’è, non per aver tolto Politano, stanco e sottotono in quel momento, ma per aver scelto Borja e non Keita o Candreva, modificando l’assetto della squadra. Va anche detto però, che se l’Inter è così in alto è merito dei Brozovic di turno (il croato corre per tre a centrocampo, perchè le alternative non ci sono). Già, Epic Brozo, quello che Spalletti ha sostenuto, incoraggiato e rilanciato, quando a gennaio sembrava destinato a lasciare Milano, con un biglietto aereo verso Siviglia già pronto. Al tecnico è mancato tantissimo il miglior Nainggolan e con un Perisic finora deludente, si è ritrovato senza Rafinha e Cancelo. Ma anche questi ragionamenti, da Bar dello Sport servono, relativamente, a poco.

Domani è vietato salire sul carro

Detto ciò, domani si torna  “A riveder le stelle”, per la gioia soprattutto dei “rinnegati” spallettiani. Quelli che però dopo averlo osannato dopo lo stacco di Vecino in Lazio Inter,  lo accusano di essere “il problema”. O ancor peggio “il male dell’Inter”. Quelli che non hanno ancora realizzato che i nerazzurri possono superare un girone di ferro,  nonostante le difficoltà legate ai limiti del Fair Play Finanziario. In cui nessuno avrebbe scommesso un euro sul passaggio dell’Inter.

Quelli che “fanno finta” di non considerare che venerdì da una parte in panchina c’erano i vari Emre Can, Douglas Costa, Perin, Benatia, Cuadrado e Bernardeschi e in campo dall’altra i Gagliardini di turno. Con tutto il rispetto per l’ex Atalanta. Perchè  nel calcio, la differenza la fanno gli interpreti in campo.  Quelli che domani sperano in un fallimento per prendersi i “meriti” del “ve lo avevo detto io” ma anche quelli che in caso di qualificazione, dopo aver “massacrato” il tecnico, saliranno per l’ennesima volta sul carro dei vincitori. Ci vuole abilità, eh già…direbbe Vasco!

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