(IN08) Borzillo: “Massima fiducia in Zhang. Futuro assai radioso per noi”

(IN08) Borzillo: “Massima fiducia in Zhang. Futuro assai radioso per noi”

Il giornalista, nonché opinionista tv e nerazzurro doc, Gabriele Borzillo, ha risposto ad alcune domande in esclusiva per Internews1908. Di seguito l’intervista integrale:

L’Inter sta alternando serie positive di risultati ad altre negative. Nonostante tutto, il gioco e l’atteggiamento sembrano migliorati. Cosa ne pensa? “Rispetto allo scorso campionato l’Inter è cresciuta, sia sotto l’aspetto del gioco che in quello della personalità. Non è una squadra pronta per vincere lo scudetto, ma è stata tracciata una via e la stiamo percorrendo in totale rispetto dei tempi”.

In questi giorni, si sta accusando Spalletti per la sconfitta allo Stadium. Qual è la sua opinione? Ci sono altri motivi? “La sconfitta dello Stadium per me, e ripeto per me, deriva dall’essere ancora sotto la Juventus dal punto di vista della maturità calcistica e, in parte, da una scelta sbagliata di Spalletti. Il cambio Politano/Borja non si fa, soprattutto perché stai tenendo testa ai campioni d’Italia senza particolari patemi, anzi, a momenti segni tu e non loro, quindi non ho capito il motivo per cui mescolare le carte. Vuoi cambiare Politano? Non lo capisco, ma decide l’allenatore non io. Cambialo con un altro esterno di ruolo, abbiamo Candreva che non sarà Best ma è sempre un buon calciatore, di ruolo, che poteva benissimo continuare a fare ciò che stava facendo Matteo”.

Oggi è giornata di vigilia in casa nerazzurra. Il destino non passa solo da noi, ma come si aspetta che la squadra affronterà questo match? Noi siamo l’Inter, siamo una squadra di fama mondiale, abituata ad imporre agli avversari il proprio gioco. Proprio per il miglioramento di cui dicevo poco sopra, dal punto di vista mentale, mi aspetto undici leoni col coltello tra i denti. Abbiamo dimostrato di poter battere ed abbattere il PSV all’andata, a maggior ragione mi aspetto lo si faccia questa sera“.

Se si passa saremmo alle stelle, ma se fosse Europa League sarebbe un fallimento? Dovremmo puntarci o pensare solo al campionato? “Nessun fallimento. Al momento dell’estrazione del girone molti, quelli che tutto sanno e ridono per nulla, profetizzavano che avremmo raccolto uno o due punti e manco l’Europa League avremmo fatto. La realtà è ben diversa, con buona pace di gufi e avvoltoi. Siamo lì, a giocarcela, in un girone complicatissimo. E, avessimo avuto la fortuna di non prendere il Barcellona in due settimane ma lo avessimo trovato, che so, alla seconda e all’ultima, forse oggi saremmo già tranquillamente qualificati. Se si andrà in Europa League si andrà per vincerla. Partecipare lasciamolo fare agli altri”.

A breve verrà annunciato Marotta. Con lui iniziano a circolare i grandi nomi per il mercato, quanto c’è di vero? L’Inter sta riacquistando il fascino di un tempo? “Più che altro il lavoro di Suning, impressionante fino ad oggi, sta cercando di riportare i conti societari a livelli tali da poter competere con le grandi d’Europa. Inutile raccontare, oggi, che la prossima estate arriverà uno – scegliete voi chi – da 100 milioni che ne prende venti netti a stagione. Il fatturato attualmente non lo permette. E’ altresì vero che l’Inter, con Suning, sta iniziando a sedersi a tavoli importanti dai quali, fino a qualche mese fa, manco era invitata. Io ho fiducia nella famiglia Zhang, credo proprio in un futuro assai radioso per i colori del cielo e della notte”.

Qual è la sua idea sul nostro giovane presidente? Sarà in grado Zhang di guidare un club con una storia così prestigiosa? “In parte ho già risposto precedentemente. Steven Zhang, il rampollo di famiglia, si è appassionato al nerazzurro e segue la squadra come fosse una sua creatura. Non c’è il distacco che poteva sembrare esserci nei primi mesi della gestione Suning. Steven oggi ha poteri di firma, può spendere senza limiti, con un occhio sempre attento al bilancio, può gestire il club senza dover passare ogni santo giorno da Nanchino. Ha idee innovative, è ambizioso, con l’Inter ha la possibilità di entrare nei salotti buoni del calcio mondiale. E, essendo una persona intelligente, sa benissimo che per potersi sedere in certi ambienti è necessario che la tua squadra sia ai vertici e non una comprimaria. Ecco perché ripongo in lui massima stima e fiducia”.

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