Interviste Esclusive

(IN08) Marelli sul Var: “Non mi stupisco, troppe cose non vengono riviste”

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La nostra redazione ha intervistato in esclusiva  l’ex arbitro Luca Marelli. Il fischietto, inserito  nella sezione Aia di Como, ha diretto nella sua carriera 68 gare in serie C e 15 in serie A.  Stimato opinionista, cura con attenzione un suo personale blog sul calcio e sullo sport in generale. Si sofferma, dopo ogni giornata del nostro Campionato, sull’analisi dei principali episodi arbitrali.

Ci può dare un chiarimento effettivo sul nuovo protocollo Var? Meglio all’inizio oppure ora?

“Un chiarimento definitivo è impossibile fornirlo: sia l’IFAB che le varie Federazioni che l’adottano non fan altro che magnificarne i pregi, senza affrontare pubblicamente le criticità che, oggettivamente, stanno emergendo. Senza dubbio l’applicazione della scorsa stagione era migliore dell’attuale. Oggi troppi episodi non vengono rivisti a causa della lettura molto più limitativa del protocollo che, checché se ne dica, è stato modificato e non di poco. Sebbene con l’aggiunta di un solo aggettivo.

L’IFAB si esprime in inglese ma le regole lessicali valgono da noi come da loro, perciò è senza senso pensare che un aggettivo rafforzativo venga aggiunto a caso. E’ ovvio che passare da “chiaro errore” a “chiaro ed evidente errore” ha un significato preciso, cioè quello di limitare l’ambito di applicazione. Lo scrissi a luglio (questo il link ) che il VAR sarebbe stato utilizzato molto meno ma, in un periodo di calciomercato, nessuno si interrogò sulla nuova stagione e nemmeno sul “nuovo” protocollo. La conseguenza è che quasi tutti si sono stupiti dello scarso utilizzo della tecnologia. Personalmente non mi sono stupito per nulla”.

In un momento comunque delicato per la classe arbitrale, c’è un arbitro su cui scommetterebbe, anche tra gli esordienti? “Inutile negare che stiamo vivendo un periodo di transizione, con un fisiologico cambio generazionale. A fine stagione lasceranno la Serie A Mazzoleni e Banti. Dovrebbe farlo anche Rocchi ma credo che gli verrà concessa una deroga fino al 2020. Detto ciò, la qualità dei giovani è ancora molto grezza. Rizzoli sta lavorando bene ma ci vorrà ancora parecchio prima di vedere arbitri all’altezza di quelli citati.

Sicuramente Massa è già vicino ad un livello di eccellente affidabilità, non è certo casuale che abbia diretto la sua prima gara in Champions’ League, il primo italiano ad esordire dai tempi di Orsato. Tra i giovani molti mi incuriosiscono e ce ne sono alcuni sui quali sono pronto a scommettere i più classici due centesimi.  La Penna è un arbitro di enorme talento naturale ma deve crescere in continuità.

Pasqua ed Abisso stanno maturando velocemente, me li aspetto a breve impegnati in gare di prima fascia. Guida, per quanto sia in A da molti anni, è ancora molto giovane (ed anche lui ha esordito in Europa League grazie ai progressi compiuti negli ultimi 18 mesi). In Serie B indico Giua (sempre che rimanga con i piedi ben piantati a terra), Fourneau e Piccinini. Ed occhio a Manuel Volpi di Arezzo: ha le stigmate del fuoriclasse. Di positivo, in questo periodo, ci sono i designatori. Rizzoli in Serie A e Morganti in Serie B sono il meglio possibile per la formazione e la crescita dei giovani”.

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La Juventus sembra ogni anno imbattibile e inevitabilmente spesso “protagonista” di diversità di pensiero sul trattamento arbitrale, cosa ne pensa? “Non ci faccio caso. Queste chiacchiere ci son sempre state, a tutti i livelli. Ricordo quando ancora ero in Serie C, categoria in cui militava il Napoli dopo il fallimento. Si sprecavano le polemiche arbitrali perché, secondo taluni giornalisti ed addetti ai lavori, il Napoli veniva favorito per evitare problemi di carriera. Tutte sciocchezze oggi come lo erano ai tempi.

Fanno folklore, sono teorie che creano discussione da decenni e, oggi, sono estremizzate dai social. Luoghi in cui si può discutere di qualsiasi argomento per tutto il giorno. E sui quali, è bene precisarlo, spesso vengono inventate storie talmente surreali da apparire quasi comiche ma alle quali, purtroppo, in molti credono.

La Juventus è superiore alle altre, negarlo sarebbe abbastanza curioso. Ma nessuno è imbattibile: all’inizio della stagione avrei scommesso sulla classifica attuale della Juventus ma è anche vero che non mi aspettavo la crescita così veloce ed evidente di Inter e Napoli. Alla fine credo (e mi auguro) di poter assistere ad un campionato combattuto fino alle ultime giornate o, perlomeno, meno scontato di quanto apparisse alla vigilia”.

Qual è il calciatore che più l’ha impressionato quando arbitrava? E quale invece l’allenatore che più si lamentava?

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Allenatori che si sono lamentati ce ne sono stati un’infinità. D’altronde l’arbitro e le sue decisioni non sono un alibi solo in Serie A, anche nelle categorie inferiori è un obiettivo “spendibile” per una sconfitta, una squalifica od una inibizione dei dirigenti. Per quanto concerne i giocatori, è difficile rispondere ma non pensare che sia diplomazia.

In realtà bisogna anche essere coscienti dei propri limiti. Non ho arbitrato tante gare in Serie A, alcuni supercampioni li ho visti solo da bordo campo nel ruolo di quarto ufficiale. Se devo fare qualche nome, a volte mi rendevo conto di essere privilegiato a vedere così da vicino giocatori come Totti, Zanetti, Kakà o Del Piero. Ma, soprattutto, ancor oggi mi sento fortunato ad aver potuto assaggiare, anche se per poco, la Serie A: sono ricordi che nessuno potrà togliermi”.

 

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