Interviste Esclusive

(IN08) Simoni: “All’Inter del ’98 non mancava niente per vincere lo scudetto”

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L’ex allenatore nerazzurro Gigi Simoni ha rilasciato un’intervista esclusiva alla nostra redazione. Gli argomenti spaziano dall’Inter del ’98 alla nazionale di oggi. Un grande ex indimenticato ed amato da tutti i tifosi nerazzurri. Il primo allenatore di Ronaldo all’Inter. Nel suo anno e mezzo in nerazzurro, ha conquistato una Coppa Uefa, primo trofeo dell’era Moratti da presidente.

Al netto del rigore su Ronaldo, cosa pensa che mancasse all’Inter del ’98 per vincere lo Scudetto?: “Secondo me non ci mancava niente, perchè eravamo all’altezza della Juventus come squadra. Nello scontro diretto capitò quell’infortunio dell’arbitro col rigore. Eravamo una squadra forte. 

Una squadra che è andata avanti in molti casi. Era un’ottima squadra la nostra, però la Juve ogni tanto ha dei colpi. La Juve è una grande squadra, però lo eravamo anche noi grandi all’epoca”.

Fu esonerato dopo aver battuto 3-1 il Real Madrid ed aver vinto contro la Salernitana. Se lo aspettava?: “No, non me lo aspettavo”.

Come ha reagito?: “Ho reagito normalmente. Sono andato via, mi hanno detto di questo fatto. Perchè io dovevo ricevere il premio delle eliminatorie. Per me quello che avevo fatto, era stato molto positivo. Abbiamo giocato un campionato, il primo, benissimo. Abbiamo vinto la coppa.

Non me ne sono neanche accorto, perchè ero così soddisfatto della mia squadra, del campionato che avevamo fatto, dei giocatori che mi avevano preso”.

Come ha vissuto l’addio di Moratti all’Inter?: “Io non ci credevo. Erano legati, lui, i figli, la moglie, la sorella. Erano legatissimi alla squadra e nessuno di noi penso che poi abbia mai pensato che se ne sarebbe andato.

Sicuramente, lo dico con onestà, come Moratti ce ne sono pochi. E’ una persona di una gentilezza unica. Io mi sono trovato bene con lui, quando mi ha mandato via l’ho accettato come fosse un’esagerazione, però l’amicizia è rimasta.

Anzi è diventata molto più presente. Tutte le volte che arriva Natale, mi manda un ricordo. Quando vennero tutti quelli che avevano assistito alla presentazione di questo mio libro, c’era anche lui. Disse apertamente a tutti, giornali, giornalisti, giocatori, allenatori, che aveva sbagliato, che gli dispiaceva di aver preso quella decisione.

Poi insomma, siamo stati insieme un anno e mezzo ed io ho lavorato con libertà totale. Con Moratti vicinissimo sempre, anche a me. Mai una volta che abbia fatto una critica, mai. Poi ho sempre pensato che qualche dirigente avesse o tentasse la scalata con qualche altro allenatore. Non una decisione che avesse preso la famiglia Moratti. Oltre al presidente c’erano anche altri che mi mostravano grande fiducia, grande affetto”.

Un giudizio sull’Inter di oggi. Dove può arrivare e cosa pensa di Spalletti?: “Dove può arrivare? L’Inter è una squadra molto forte. Soprattutto sul piano agonistico è una squadra di campioni nella formazione. C’è una forte personalità di alcuni giocatori.

Penso che sia una squadra che può combattere a tutti i livelli, con tutti gli avversari, anche con la Juve. Però qualcosa di strano c’è. Non riesce a trovare una sua base, con continuità. Soprattutto nel non sbagliare le partite che sono accessibili. Un po’ mi dispiace, come quando vede questa alternanza già all’inizio. Prima male, poi dopo bene.

Poi una partita giocata male, come successo nell’ultimo caso (Atalanta ndr). Non so a che cosa attribuire queste defiance. Ha un organico completo. Molto forte, perchè veramente ha giocatori che non fanno fatica a trovare il gol con facilità. Hanno una difesa di una determinazione notevole.

Il portiere, per me è migliore di tutti quelli che sono passati nell’ultimo periodo. Quindi non lo so neanche io. Delle volte mi vien da pensare che sì, la Juventus è vero è la più forte di tutti, però l’Inter è una squadra che avrebbe la forza e le capacità di essere l’anti Juve. Invece sbaglia qualche partita. Quella che è la forza della Juve, adesso anche con questo Ronaldo”.

Il “suo” Ronaldo era più forte: “Si, è sempre difficile. Se fossero due che giocano insieme, nello stesso periodo. Non si può fare un paragone, anche dare un giudizio. É difficile. Il calcio prima era più divertente. Fatto da ragazzi più spregiudicati.

L’ultimo periodo, quello dell’altro Ronaldo, il sette, è un campionato guidato proprio dalle società, dai comportamenti dei giocatori, molto diversamente. Ronaldo per me era il migliore perchè da solo lui aveva delle qualità micidiali. Era completo, però anche il Ronaldo attuale lo è. Come fai a dire di due giocatori che giocano dentro un calcio diverso.

Di organizzazione delle squadre diverse, però io dico, per le qualità. Ecco, per qualità Ronie lo ritengo il migliore di tutti. Poi l’altro si sa guidare. E’ un attimo più professionista. Da noi era più divertimento nostro giocare. Questo è uno molto serio, che ha una capacità gestionale enorme e quindi diventa bravo. Però non è per il valore.

Spalletti dimostra la capacità di gestione molto buona, con la squadra ha un buon rapporto. Sembra, anche se ha tanti giocatori da guidare, che può sempre essere faticoso insomma. Però, a me piace. E’ un ragazzo che conosco da tanti anni. Insomma, di difetti ne abbiamo tutti, però l’allenatore garantisce anche l’esperienza di anni. Ha allenato squadra straniere, ancora quando ha guidato squadre in Italia ha fatto bene”.

Un suo giudizio sulla nazionale. Dalla non qualificazione ai mondiali, quindi Ventura, a Mancini: “Secondo me Mancini è più adatto a questo tipo di lavoro di quanto non fosse Ventura. E’ più adatto al ruolo. E’ un bravo allenatore, Ventura, che ha delle capacità notevoli, però nella nazionale, se c’è Mancini forse è la cosa giusta”.

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