Interviste Esclusive

(IN1908) Facchetti: “Marotta? Gli AD non hanno mai vinto scudetti”

Il figlio della storica bandiera nerazzurra in Campania per "Inter 110"

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In occasione della presentazione di “Inter 110”,  l’opera che racconta i centodieci anni della squadra nerazzurra,  organizzata dal Coordinamento Campano dei Club interisti in collaborazione con l’Inter Club Solofra, e svoltasi presso il Palazzo Ducale Orsini di Solofra,  Gianfelice Facchetti, figlio dello storico capitano ed ex Presidente del club nerazzurro, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai nostri microfoni.

Come ha vissuto la famiglia Facchetti la quotidianità nell’avere in famiglia un simbolo come Giacinto? “L’abbiamo vissuta sempre in maniera normale perchè era lui dava l’idea di normalità. Non voleva essere un divo. Era il suo mestiere, pur essendo molto popolare, perchè portava fama e notorietà. La viveva in maniera semplice ed era lo stesso anche per noi. Quando è mancato è chiaro che tutto ciò che ha rappresentato è venuto fuori, con tutta la sua forza. A quel punto è stato anche bello poterlo ereditare e cercare di condividere.”

In questi anni c’è stato un calciatore dell’Inter in cui ha rivisto le gesta di suo padre? “Dovrebbe essere la singola persona a dire in chi si rivede. Non mi piace mai accostare. Avrei preferito sentir dire da lui in chi si rivedeva. Sicuramente ci sono stati, se pensiamo per il tipo di rapporto che ha vissuto con l’Inter credo che Zanetti sia stato un riferimento privilegiato per la storia e tutta una carriera con la stessa maglia, per il modo di stare in campo. E’ stato quello che gli si è avvicinato di più. Però ci sono anche altri giocatori con cui lui aveva altre affinità, per altri aspetti, meno evidenti.”

Cosa ne pensa dell’attuale proprietà? Ci sono delle analogie con Moratti? “La proprietà sembra molto seria e intenzionata a sintonizzarsi con ciò che vuol dire far calcio in Italia, in una città come Milano, con una storia di un club come quella dell’Inter. Ci vuole tempo per capire, quanto questa passione sarà forte e fin dove li spingerà. Il punto di partenza che offre fiducia è la serietà. Sono storie diverse, perchè la famiglia Moratti è una famiglia legata alla città, perchè c’è un precedente che è quello del padre che è stato l’artefice della grande Inter. E’ chiaro che è un club che per anni ha legato la sua storia alla stessa famiglia. Però, cambia tutto. Cambia anche il calcio. Ma può diventare anche questo un pezzo di storia dell’Inter altrettanto bello. Speriamo siano capaci di farlo.”

C’è un calciatore che da tifoso porterebbe all’Inter? “Ce ne sono tanti. Non è una cosa che mi incuriosisce più di tanto. Mi piace guardare quello che c’è. Il calciomercato, in generale, è la parte che mi affascina di meno del calcio. Si sentono tanti nomi in continuazione, mi piacerebbe sicuramente che nell’Inter di domani ci fosse qualche giocatore italiano in più.”

La trattativa per Marotta all’Inter sembra vicina alla conclusione, cosa ne pensa del suo probabile arrivo? “Quando sarà ufficiale si vedrà. Sicuramente è una persona competente, che può portare qualcosa in più. Poi in campo ci vanno comunque sempre i giocatori. Gli amministratori delegati non hanno mai vinto gli scudetti.”

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