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(IN1908) Giacomo Valenti: “Marotta? Deve capire la pazzia dell’interismo”

Intervista esclusiva a Giacomo "Ciccio" Valenti

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Le sue parole, i suoi pensieri trasudano interismo, quello vero. In esclusiva per la nostra redazione, Giacomo Valenti, interista doc, si è concesso ad alcune domande spaziando da Mauro Icardi, al VAR, dal ricordo personale di Giacinto Facchetti, alla rivalità nel derby di Milano.

Giacomo Valenti e l’Inter: un amore per sempre

Icardi segna in campionato, Champions e anche in Nazionale, ma i detrattori sono sempre a criticarlo. Cosa pensa lei del capitano nerazzurro?

Icardi è un grandissimo bomber. Quest’anno sta dando l’idea di essere un vero capitano. Sono dell’idea che leader si nasce, mettendo l’interesse della squadra sopra ogni cosa. Se vincerà un giorno il pallone d’oro? Io mi auguro che l’Inter vinca scudetti e altri trofei che abbiamo già vinto. Poi se i calciatori vincono i trofei individuali sono felice per loro“.

Nonostante il VAR sia stato introdotto per la seconda stagione consecutiva non mancano le polemiche, cosa ne pensi?

Se lo fanno funzionare il VAR è ottimo. Il problema del VAR è che c’è alla base sempre un meccanismo interpretativo. Dipende molto dai varisti che decidono. Per un periodo c’è stato un blackout. Mi auguro che il VAR funzioni sempre, un po’ come mi auguro di viaggiare in aereo con una torre di controllo sempre funzionante.

C’é un giocatore dell’Inter a cui é maggiormente legato?

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In verità sono legato a tanti calciatori dell’Inter. Sono cresciuto con il mito di Giacinto Facchetti, un grandissimo calciatore. A 10 anni mio padre mi portò ad Appiano Gentile. Vidi Facchetti giocare a biliardo e lui si accorse di quel ragazzino timido di fronte a un grande campione. Lui mi chiamò vicino a se a dimostrazione che era un vero galantuomo. Poi sono legato anche ad altri calciatori. Ad esempio dell’Inter del triplete quello che mi ha fatto impazzire di più è Maicon, per forza fisica, per genio, fantasia“.

Luciano Spalletti è alla seconda stagione all’Inter, qual é il suo giudizio?

Mi piace, assolutamente si. Io sono contento quando all’Inter c’è un allenatore bravo e la squadra vince. Spalletti ha capito in maniera chiara che cosa vuol dire essere interisti. Mi piacerebbe, per come la penso, che faccia giocare sempre i giocatori top. Insomma mi piacciono gli allenatori che assecondano la forza dei calciatori. Il migliore di tutti è stato certamente Josè Mourinho in questo particolare“.

La famiglia Zhang è ambiziosa. A giugno dovremmo uscire dalla tenaglia del F.F.P. Ti aspetti grandi colpi per la prossima estate?

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Me lo auguro. Io ho smesso di fidarmi di coloro che si manifestano  come esperti di economia e finanza calcistica. In verità sono pochi gli esperti. Io sono un tifoso e, come tale, mi auguro che all’Inter giochino i più forti“.

Marotta è vicinissimo ad essere il nuovo amministratore delegato dell’Inter. Per lei conta la sua grande professionalità o ti infastidisce il passato juventino?

Sono in tanti che sono arrivati all’Inter con il passato bianconero. Mi auguro solo che Marotta capisca quali sono i valori di pazzia e follia, di interismo, di un qualcosa che vada al di sopra di quello che è la ricerca del risultato a qualunque costo.

Senti più la rivalità con la Juventus o quella con il Milan?

Chi è cresciuto a Milano come me sente di più la rivalità con il Milan. Quando c’è il derby della Madonnina so già che posso andare allo stadio con un mio compagno di classe fedelissimo milanista, so che posso prenderlo in giro e che la cosa può essere assolutamente reciproca. Se sono mai stato all’Allianz Stadium? No, non vi sono mai stato e non andrò neanche il 7 dicembre perchè non ci sono. Ma alla base la rivalità io la avverto solo ed esclusivamente con il Milan. Una rivalità sana, calcistica, fatta di sfottò, soddisfazioni e, a volte, delusioni”.

A Londra contro il Tottenham, per il girone di Champions League, che Inter si aspetta?

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E’ molto tosta, perchè fino adesso abbiamo fatto un buon cammino europeo e ora dovremo dare la zampata vincente. Dovremo andare lì e giocare per la vittoria e non per il pareggio se vogliamo superare l’ostacolo. Ci vuole rispetto per l’avversario e non avere presunzione. Tutte le volte che l’Inter ha giocato con presunzione l’ha pagata. A Bergamo ad esempio l’Inter, nel primo tempo, non è neppure scesa in campo, proprio perchè non era concentrata“.

Un’altra intervista se dovessimo arrivare alle semifinali di Champions League? “Se dovesse succedere vi faccio uno speciale“.

Giacomo “Ciccio” Valenti. Un grande professionista e un vero tifoso interista.

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