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Inter, spettacolo all’Olimpico: Spalletti secondo, l’anti Juve è nerazzurra

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Inter seconda: la Juve è a 6 punti

La Gazzetta dello Sport in edicola stamane esalta la grande vittoria dell’Inter contro la Lazio. Un remake ancora più netto dello scorso 20 maggio, con una vittoria straripante dei nerazzurri di Luciano Spalletti.

Queste le parole della Rosea: “Se l’antiJuve esiste, e non è detto, ha maglie che tendono al neroazzurro. Inter barbara all’Olimpico, sempre più il suo stadio preferito, San Siro escluso: terza vittoria consecutiva a Roma, la seconda di fila in casa della Lazio. Successo di enorme peso specifico, perché vale l’aggancio del Napoli al secondo posto. Anche la sconfitta di Barcellona, complice il 5-1 dei blaugrana al Real Madrid nel «Clasico» della Liga, diventa accettabile”.

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Per il quotidiano, l’Inter è spessa, difficile da smuovere. Ha stazza e muscoli, e ieri sera per la prima volta in stagione ha mostrato un giropalla di personalità, con chiarezza di obiettivi. Oggi è l’aspirante antiJuve che per struttura più si avvicina alla Juve. Questo non significa che contenderà lo scudetto ai dittatori in carica, però lo scontro diretto di dicembre sarà un’occasione, dirà abbastanza sulla reale consistenza degli spallettiani.

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La differenza con maggio venne marcata da un gol allo scadere; oggi la diversità tra le due squadre l’hanno stabilita tre reti, segnate con largo anticipo. La mossa a sorpresa di Joao Mario aveva portato tanta perplessità nei tifosi nerazzurri. Con il portoghese, fin qui a zero minuti in stagione, Spalletti una volta di più ha dimostrato intelligenza: non ha chiesto al portoghese di snaturarsi in un ruolo che soffre, quello del trequartista, ma gli ha cucito addosso uno degli abiti preferiti, il vestito da mezzala.

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Il quotidiano milanese sottolinea il distacco dal 4231 per l’indisponibilità di Nainggolan e virata sul 433 con Joao Mario interno sinistro. E Joao ha ripagato la fiducia dell’allenatore con una prestazione a tutto tondo, attenta nelle due fasi. Inter massiccia e dominante per larghi tratti del primo tempo, con Perisic ritornato nel pieno possesso delle sue facoltà tecnicofisiche sulla destra e con Brozovic sempre più direttore del coro.

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Superiorità nerazzurra nel fraseggio palla a terra, nelle intenzioni di gioco. Qualche iniziale sofferenza sulla fascia destra, dove Vrsaljko ha stentato a trovare le coordinate geografiche e ha sofferto alcune incursioni laziali, ma la situazione si è stabilizzata e poi i gol di Icardi e Vecino hanno seminato sfiducia e approssimazione nelle linee biancocelesti. Esaltante anche il quarto d’ora finale di frazione, periodo in cui l’Inter ha «torellato» la Lazio con un possesso prolungato e preciso, nonostante il diluvio sull’Olimpico e la relativa pesantezza del campo.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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