L’Inter e ancora la tassa del Fair Play Finanziario…

L’infinita storia tra l’Inter e il FPF continua

Inter e Fair Play Finanziario. Sembrava un capitolo chiuso a Luglio con quei 37,5 milioni di euro che avevano portato l’Inter fuori dal pericolo di essere esclusa dalle competizioni UEFA. Invece, il FPF continua ad essere l’incubo della società di Suning che anche quest’anno dovrà raggiungere il pareggio di bilancio. La domanda potrebbe sorgere spontanea: ma l’Inter non aveva già rispettato gli accordi UEFA? La risposta è sì, ma il discorso Fair Play non è concluso perchè l’Inter deve sottostare alle regola imposte da Zurigo.

Il motivo dietro a ciò è molto semplice ed è sintetizzato perfettamente dal giornalista della Gazzetta dello Sport, Marco Iaria. “Ora che quei parametri sono stati rispettati, l’Inter deve comunque sottostare al fair play come tutte le altre società già monitorate” scrive Iaria “E la regola principale del fair play, quella del break even, impone una perdita aggregata massima di 30 milioni nelle ultime tre stagioni. L’Inter punta a tornare in Champions nel 2018/19 e dovrà avere i bilanci a posto: conteggiando il ­-30 del 2015­/16 e lo 0 del 2016/17 solo con un 2017­/18 in pareggio si potrà rientrare nel tetto complessivo di ­30”.

Spiegato in parole povere, l’Inter deve raggiungere il pareggio di bilancio anche durante questa stagione per non superare le perdite massime di 30 milioni di euro in tre stagioni ed evitare una possibile esclusione dalle competizioni UEFA (cosa successa al Galatasaray per esempio). Le intenzioni dei nerazzurri sono state confermate dal nuovo CEO Alessandro Antonello. “Abbiamo un’ultima stagione con l’obbligo di rispettare il break even, ma anche un piano di aumento dei ricavi che ci lascia tranquilli. Il nostro obiettivo è avere un fatturato sui 300-350 milioni”. Servirà stringere la cinghia per un durissimo ultimo anno, almeno così si spera…

 

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