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L’Inter di Spalletti come quella di Mourinho: quante analogie

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Le suggestioni sono il nutrimento quotidiano dei tifosi. Quelli dell’Inter hanno ripescato qualche analogia con la stagione famosa del Triplete tirando conclusioni azzardate. Dicono: anche nel 2010 c’era la finale Champions a Madrid, anche allora l’Inter vinse 5 a 0 sul Genoa, sempre in quel torneo l’Inter affrontò nel girone di Champions il Barcellona perdendo 2 a 0 all’andata. Suggestioni, naturalmente.

Dinanzi alle quali si è ribellato Spalletti che nel frattempo, e a fari spenti, ha messo del suo nel modificare il motore del gioco interista. Correggendo il sistema che sembrava una sorta di Moloch, di divinità insomma irrinunciabile. Con il 4-3-3 ha schiantato il Genoa che solo qualche giorno prima aveva tenuto al guinzaglio il Milan di Gattuso fino al recupero. È forse questo il risultato più apprezzabile della nuova Inter ridisegnata anche per necessità oltre che per virtù del suo tecnico, necessità di cambi e di ridare smalto a un talento, Joao Mario, che sembrava perduto addirittura, al pari di Gagliardini.

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I fischi si sono davvero trasformati in applausi, per tutti

In una squadra che funziona, funzionano anche le pedine che sembravano perse. Joao Mario per esempio, e Gagliardini, fischiati e vilipesi dal pubblico neroazzurro.

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Sono rifioriti perché inseriti in un gruppo che si è ripreso dai due incidenti di percorso ed è salito al fianco del Napoli grazie anche a un calendario meno impegnativo rispetto a quello di Ancelotti che ha già affrontato l’aristocrazia del campionato. C’è un altro aspetto che può spiegare la risalita dell’Inter in classifica: la difesa di Handanovic ha finora subito soltanto 6 gol, due in meno addirittura della corazzata juventina “strigliata” da Allegri per evidente motivi.

Chi vuole vincere dalle nostre parti lo scudetto non deve solo avere il miglior attacco: deve aggiungere anche la miglior difesa. E la leggerezza con cui Cancelo si è lasciato aggirare da Joao Pedro del Cagliari ha inquietato il tecnico livornese.

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Su questi pilastri, recupero risorse e difesa blindata, Spalletti ha costruito la nuova Inter: la rimonta in pochi minuti contro il Tottenham ne ha cambiato il destino. Adesso deve misurarsi ancora con il Barça che ha già scavato all’andata un solco significativo. Dovesse fare risultato centrerebbe due obiettivi in uno: la quasi aritmetica qualificazione e la certezza d’essere diventata una nuova stella europea.

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