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(LIVE) La conferenza stampa di Spalletti alla vigilia di Juventus Inter

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Intervenuto in sala stampa ai microfoni dei giornalisti presenti, Luciano Spalletti ha parlato in vista dell’imminente sfida contro la Juventus. La conferenza stampa verrà aggiornata ad ogni domanda posta dai cronisti. Pertanto, se ci stai seguendo da un computer, aggiorna la pagina di tanto in tanto premendo il tasto F5 della tua tastiera. Se invece ci segui da smartphone o tablet, aggiorna la pagina manualmente.

Queste le parole del tecnico a Inter Tv: “Arriviamo alla partita contro la Juve nel migliore dei modi, sia fisicamente che mentalmente. La squadra ha giocato una buonissima partita a Roma, deve essere orgogliosa di quello che sta facendo, possiamo rasentare la perfezione con qualche attenzione in più. La Juventus non sempre vince dominando la partita, ha leader in tutti i ruoli del campo. Abbiamo ora le sfide che volevamo, dobbiamo credere che sia tutto possibile perché siamo una squadra di livello. L’essenziale è arrivare al nostro obiettivo supportati da prestazioni importanti, portando a casa il premio giornaliero che ti mette a disposizione anche il singolo allenamento e credere che tutto sia possibile perché siamo una squadra di livello”.

Più curiosità di scoprire il vostro livello o ci sono più certezze di poter battere la Juve?

“Se pensate di dissuaderci avete perso, ci presenteremo per vincere contro ogni squadra. Mi porto però dietro più certezze, la squadra cresce e diventa sempre più completa come atteggiamento in una partita. Ultimamente abbiamo fatto delle buone gare, manca ancora un pó di attenzione in qualche momento particolare della gara ma siamo un’ottima squadra sia per livello dei calciatori che per il modo di giocare in campo”.

Quanto si gioca l’Inter tra domani e martedì per il processo di crescita?

“Non sono momenti da mettere insieme. Si gioca molto in tutta la stagione. E’ la stagione completa in cui ci si gioca molto. Dobbiamo fare strada, passo dopo passo. Bisogna essere convinti che chi ci sta davanti non é così forte e bravo da indurci a non fare il nostro percorso”.

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Resa preventiva verso la Juventus quando si parla di scudetto, il Campionato é finito?

“Per me non è finita quando perdi una partita, ma quando non ci provi convinto di arrivare a un obiettivo ben preciso. Siamo convinti di questo, poi è chiaro che in classifica c’è una distanza importante. E’ difficile prenderli, questa è la brutta notizia. Quella bella è che il primo passo per poter accorciare dipende da noi. Facciamo questo passo intanto”.

Classifica bugiarda o la Juve è così irraggiungibile?

“La Juventus prova a mettere ogni anno calciatori che possano fare la differenza ancor più dell’anno precedente. Tre anni fa ero a Roma e dopo sei mesi di partite ci vennero a prendere Pjanic, che era forse il più forte con De Rossi nella costruzione del gioco. L’anno scorso avevamo Cancelo, uno dei terzini più forti del campionato. Ce l’hanno preso. Hanno preso Higuain al Napoli. Quest sono dettagli importanti nella crescita di una società. Quest’anno ha messo dentro campioni del livello di Cristiano Ronaldo, se penso alla mentalità che può portare nello spogliatoio la differenza sia incolmabile. Quella è la sostanza della differenza, noi abbiamo fatto il nostro percorso. Quello che dicevo ai nostri giocatori nelle nostre analisi è che loro sono dentro un comportamento corretto e un modo professionistico di fare che è giusto per andare avanti e portare a casa i nostri obiettivi. Però queste partite dobbiamo giocarle con personalità e carattere. Quel che ho visto nelle ultime partite è un segnale importante. Ho visto giocare la gara contro avversari e dei momenti di gara dove non conta tanto chi c’è davanti. Se giochi così tutti possono soffrire davanti a te”.

Come stanno Nainggolan e Dalbert?

“Rimangono fuori perché non ce la fanno. Valuteremo di volta in volta. Sono migliorati rispetto agli ultimi esami ma hanno bisogno di altro tempo”.

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Che effetto sente sapendo che tutta l’Italia tiferà Inter per riaprire il campionato?

“Non mi fa effetto e non mi dà alcun vantaggio questa approvazione. Mi fanno effetto i sentimenti dei nostri tifosi. Il desiderio dei tifosi. Ce lo porteremo in campo. Saremo imbottiti da quei sentimenti e ce li porteremo sotto la maglietta”.

Come si ferma Ronaldo?

“Prima di tutto la Juventus non ha solo Ronaldo, è una squadra fatta da calciatori forti in ogni reparto. C’è anche Chiellini, calciatore fenomenale. Per avere una sintesi di quello che è basta vedere i 5′ di Juventus-Spal, sul 2-0. Ha una mentalità, una forza, una professionalità. Ne ha molti di questi calciatori, come li abbiamo noi. Diventa fondamentale il collettivo, la squadra ti può salvare sempre perché se sei dipendente dal calciatori e quel calciatore non la gioca quello che ti porta in fondo è la squadra e noi siamo forti”.

Cosa si aspetta da Juve Inter?

“Sono i banchi di prova in cui si può capire se sei pronto. Hanno potenzialità, hanno forza. Pjanic è uno di quelli che mettono in moto il meccanismo della squadra. Bisogna essere di quel livello nel confronto. Non bisogna pensare a quella che sarà la loro mossa senza limitarsi nel comportamento”.

L’Inter é l’avversario giusto per colmare il gap?

“Il Napoli ci è andato vicino lo scorso anno, è mancato un risultato o due. Quest’anno sono andati ancora più avanti. Noi che inseguiamo abbiamo perso qualche punto, la Juventus ci ha messo ancora di più. Prima c’era meno distanza ma era forse più evidente ci fossero passi avanti da fare. Si sta alzando il livello di gioco e questo può far diminuire le differenze”.

C’é qualcosa in cui pensate di poter essere superiori alla Juventus?

“Visti i punti di differenza che ci sono ogni cosa sembrerebbe presunzione e non voglio far passare questo. L’ essere squadra in maniera continuativa è quel che può mettere in difficoltà la Juventus. Se riusciremo a prendere campo ed essere un blocco squadra per 90′, togliendo spazio per pensare alle giocate, gli possiamo creare dei problemi. Altrimenti loro hanno vinto dominando e sapendo soffrire, non sempre hanno avuto lo stesso comportamento. Non è sempre quel timbro di Juventus, è quell’undici forte individualmente che porta a casa il vantaggio da tutte le soluzioni. Lo dice anche Allegri, in questo c’è la sua gestione. La tecnica in quel contesto fa poi uscire dalle situazioni difficili e porta il vantaggio dall’episodio. Dobbiamo essere bravi a giocare con blocco squadra, coraggio, personalità. Già che ci siamo teniamo sotto controllo gli specchietti retrovisori che sono importanti anche quelli”.

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Se dovesse spiegare l’interismo a Marotta che consiglio gli darebbe?

“Mi aveva dato nell’occhio una frase di Inter Campus: noi siamo fratelli del mondo. Sono andato a informarmi e l’origine è nell’atto costitutivo dell’Inter del 1908. “Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo”. Per me l’interismo è un pó quello, guardare il cielo e verso il mondo. E Marotta è uno di quelli che è già proiettato per la sua provenienza e la sua carriera verso questo guardare in maniera profonda e distante”.

Lo schieramento con i tre centrocampisti più “leggeri” in campo e senza Vecino e Gagliardini è qualcosa che potremmo rivedere in futuro?

“E’ una soluzione per prendere qualcosa di più. Perdiamo fisicità, forza nelle palle inattive ma aggiungiamo la fase di possesso perché hai calciatori più tecnici nello stretto e nella circolazione. Il fatto sta nel valutare quante fasi possono interessare una caratteristica o l’altra in una partita. Il tentativo è metterci qualcosa di più per arrivare alla vittoria. L’esperimento è andato bene perché la partita è stata giocata in maniera corretta”.

 

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