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(LIVE) Le parole di Spalletti prima della sfida contro l’Atalanta

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Intervenuto ai microfoni dei giornalisti presenti in sala stampa, Luciano Spalletti ha parlato in vista della trasferta di Bergamo. Internews1908.it vi riporta in diretta le risposte del tecnico nerazzurro alle domande poste dai media. Per seguire la conferenza stampa live, aggiorna la pagina premendo il tasto F5 della tastiera del tuo pc. Se invece ci stai seguendo tramite uno smartphone o un tablet, ricarica la pagina manualmente.

Queste le domande poste al tecnico nerazzurro:

Qual è il coefficiente di difficoltà della partita di domani e l’insidia da evitare?
“Non so quale possa essere il coefficiente massimo di difficoltà. Può essere anche il massimo se noi non andiamo bene a considerare che l’ultima partita prima della sosta è quella di domani, non quella di martedì. I ragazzi devono considerare la partita di domani come un’estensione della partita di Champions. Basta fargli vedere i numeri dell’Atalanta. Paga il fatto che all’inizio di stagione non sia riuscita a capitalizzare il gioco che ha creato. In tutte le voci (tiri fatti, gol, ecc) ne hanno più di noi. In tutto questo c’è di mezzo anche Gasperini che fa del bene al mondo del calcio che influisce a renderlo più moderno e più bello questo sport qui. Domani non c’è da falsare niente, tutto vero”.

Mi posso permette di chiederle un parere sul gesto di Mourinho dopo la partita contro la Juventus?
“Mi sembra che Mourinho stesso nel post-conferenza che a freddo non lo rifarebbe, questo ci mette tutti d’accordo. Ci sono pressioni emotive, soprattutto in determinate partite che vanno poi a sommarsi. Il rischio di cadere in qualche provocazione c’è, io faccio quel lavoro li e lo so bene. Basarsi su fatti di questo livello, fanno parte dello spettacolo. Se vai a stuzzicare il leone però, il leone ruggisce”. 

Lautaro come sta? Come sta vivendo questo periodo?
“Lautaro sta bene. Lo sta vivendo come Ranocchia, come Joao Mario … anche come me”.

Spalletti, le parole sul 4-3-3 e sul 4-2-3-1

Nelle ultime partite ha cambiato qualcosa in centrocampo passando al 4-3-3. Pensa che possa essere una mossa duratura?
“Per quanto riguarda il centrocampo si possono usare tutte e due le cose (riferito al 4-2-3-1) senza dover fare delle suddivisioni ben precise. Io posso dire ‘oggi giochiamo col 4-2-3-1′ e poi giochiamo col 4-3-3. Bisogna vedere se la squadra avversaria gioca con un play che riesce a dettare bene i tempi. In quel caso bisogna tenerlo d’occhio e dargli tutti un po’ più di attenzione a quella situazione li. Quando si ha palla, avendo il play basso con le due mezze ali ti da più soluzioni offensive. Striscia positiva di risultati? E’ quello che dovevamo fare dopo la partenza. Il nostro doveva essere un campionato di questo livello qui. Se inizi prendendoti una pausa, è logico che poi devi galoppare. Io sinceramente mi aspettavo questa reazione”.

Mi è parso che la vittoria del Manchester United contro la Juventus possa essere la dimostrazione che i bianconeri non sono imbattibili…
“Loro sono veramente quelli più forti di tutti e sono quelli che probabilmente vinceranno il campionato. Però, ci sono squadre e ci sono difficoltà durante lo scorrimento del campionato che possono minare queste certezze e queste qualità. Tutte le altre squadre dovranno essere veramente impeccabili e fare l’impossibile. L’impossibile però si è verificato”.

Paradossalmente è più difficile preparare partite come quelle contro l’Atalanta rispetto a quelle contro il Barcellona…
“Di questo ne deve far parte anche la maturità dei calciatori. Adesso dobbiamo avere le occasioni per vedere che livello di maturità abbiamo raggiunto. Poi diventa importante il rimanere costanti. I contratti ti fanno diventare dell’Inter, ma sono i risultati che ti fanno entrare nella storia dell’Inter. Per noi la possibilità di poter vivere sentimenti come quelli provati da Mourinho deve essere un grosso stimolo”.

Lei a Roma divenne famoso per una frase detta in diretta (“Famo lo stadio”). Cosa ne pensa della collaborazione tra Inter e Milan riguardo lo stadio?
“Io sono contento che sia stato trovato questo accordo, che ci sia questa collaborazione. Sono due società importanti che insieme possono dare un risultato di qualità ancora maggiore rispetto a quello che possono fare individualmente. A me San Siro piace già così”.

In che periodo si trova Ivan Perisic? Si aspetta qualcosa in più dal giocatore?
“Si trova dentro tutti quei numeri che hanno fatto la classifica dell’Inter. Purtroppo noi andiamo vedere solamente solo quello che fa gol o quello che fa l’assist. Questi però non ci sarebbero se le altre parti come Skriniar e Handanovic non farebbero la loro parte fondamentale. Ivan con le sue galoppate riesce a dare il suo contributo per le signature degli altri”.

Quanto sono stati importanti giocatori come Asamoah e Nainggolan che sono abituati a lavorare sul rendimento e sulla costanza? A che livello è la maturazione di Dalbert?
“Quando si vanno a fare dei nomi individuali così si rischia di perdere di vista il lavoro di un Vecino o di un Gagliardini. Il suo collega diceva prima che Icardi e Lautaro devono giocare insieme, lo ha detto in un’altra maniera ma voleva dire quello. A questi livelli tutti abbiamo imparato che necessitiamo di un gruppo di calciatori forti. Ci sono momenti in cui quello riesce a essere più in condizione mentre in altri momenti ci sono quelli che devono rifiatare”.

 

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