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Live| Luciano Spalletti in conferenza stampa pre Udinese vs Inter

Luciano Spalletti incontra i giornalisti nella consueta Conferenza Stampa pre match.

Alle ore 11.15 l’allenatore nerazzurro Luciano Spalletti parlerà nella consueta Conferenza Stampa del match di domani, ore 12.30, contro l’Udinese di mister Tudor.

Il match sarà valido per la 36° giornata di Serie A. Dopo la sconfitta nei minuti finali contro la Juventus nel derby d’Italia, vincere per il club nerazzurro diventa un imperativo.

L’obiettivo è quello di continuare a coltivare il sogno Champions ed arrivare allo scontro diretto dell’ultima giornata contro la Lazio nella giusta posizione di classifica per cercare il sorpasso finale.

Seguite LIVE le parole del Tecnico nero azzurro :

Come si riparte dopo aver sfiorato l’impresa ed essendo comunque così lontani dall’obiettivo?

Questa non è stata una settimana facile, è chiaro che noi non siamo contenti però bisogna per forza reagire perché noi ci giochiamo questo finale di campionato avendo tutto a disposizione.

I calciatori lo hanno capito bene, bisogna usare tutto quello che è successo, dobbiamo andare a vincere.

Con l’udinese è una sfida difficilissima, sono una squadra fisica e possono creare difficoltà a tutti.

Dobbiamo usare una strategia differente che è quella di andare a fare una partita di possesso palla, di guadagnare metri affinché poi si possa portare a casa il risultato.

Senza Vecino e D’Ambrosio non cambia assolutamente niente, abbiamo la possibilità di sostituire chiunque. Abbiamo tutte le qualità per vincere le partite.

Non ci vuole niente di particolare per essere quelli che si sono visti contro la Juventus. Noi siamo quelli lì”

Torniamo sugli episodi di Inter vs Juventus, e all’arbitraggio scandaloso“Non dobbiamo portarci dietro limiti o condizionamenti, dobbiamo andare avanti per la nostra squadra.

Arbitro? Il capitolo è chiuso, non domandatemi altro in merito agli episodi.

La partita l’ho rivista e ci sono molti aspetti su cui lavorare, ad esempio sul fatto che siamo cresciuti ed abbiamo fatto vedere di poter essere una squadra fortissima,

ma quello che non dobbiamo fare è l’essere forti solo quando stimolati da qualcosa.

Non ci dev’essere qualcosa di eccezionale per poter mettere quello che abbiamo fatto vedere in quella partita”.

Hai già preso una decisione riguardo all’esterno sinistro?

“Mi sembra di averla già presa ma poi mi avvicino alla partita e magari la cambio. Sarà uno tra Santon e Dalbert”.

Come ha visto Santon dopo Inter-Juventus?

“Bene come sempre, mi spiace gli sia andata addosso la critica in generale perché ha fatto quel che doveva come tutta la squadra.

Non ha nessuna responsabilità del risultato.

Se si vuole fare un’analisi più corretta e più approfondita sono molte le cose da considerare, non l’episodio singolo.

Se vogliamo analizzare un risultato di una partita va fatta una fotografia più ampia di quel che è successo e di cosa ruota attorno, perché poi c’è il lavoro settimanale,

la scelta della formazione dopo essere stati in inferiorità numerica, le sostituzioni, le carambole dei palloni da cui viene fuori un momento determinante.

Dire che è colpa di uno o dell’altro è relativo. Mia è sicuramente una responsabilità e una colpa, perché le scelte le faccio io e molte cose partono da queste”.

Dopo Inter-Juve ci credete ancora alla classificazione in Champions League?

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“Per lunghi tratti abbiamo già dato fastidio quest’anno e abbiamo esibito uno stato di avanzamento.

E’ chiaro che se non li metti in pratica per bene manca la sostanza per andare allo step successivo. Abbiamo fatto un lavoro corretto.

La squadra è cresciuta come ha fatto vedere nelle ultime partite, a livello di mentalità, perché sennò non giochi un’ora come l’hai giocata in inferiorità numerica con la Juve.

Abbiamo visto in altre partite cosa costa giocare un’ora in inferiorità numerica.

Ci sono altri esempi, a questo livello.

Per cui penso che a seconda di come si lavorerà ci sarà la possibilità di avvicinarsi ulteriormente a chi ha fatto da lepre quest’anno”.

Come trova le parole di Allegri nel post gara Inter vs Juventus?

Quel che ho detto, non vado indietro.

Vado avanti. Penso che è molto più quel che abbiamo davanti di quel che abbiamo lasciato indietro.

Quanto successo dobbiamo analizzarlo bene e portarlo a sostegno delle prossime partite.

Se poi si vuol fare un uso per quel che riguarda programmi futuri si farà in fondo.

Abbiamo ancora tutto davanti.

Dopo il risultato di quel che abbiamo davanti faremo valutazioni e progetti e si potrà valutare bene il mio operato e di chiunque abbia inciso sul risultato finale dell’Inter.

Devo solo stare attento e prendere in considerazione le cose importanti per noi, ovvero la partita di domani”.

In vista delle prossime partite di campionato, e la qualificazione in Champions, dove l’Inter può guadagnare punti? pensa che Lazio e Roma possano tralasciare per strada dei punti? 

“Questo non mi interessa, io devo guardare a cosa dà forza a noi.

Anche se nella realtà si dipende anche dagli altri, noi in queste partite dobbiamo pensare che qualificarci dipende da noi.

Se le vinciamo tutte e tre siamo in Champions.

E’ chiaro che ci sono degli ostacoli in mezzo, ma da come li guardi diventano più o meno grossi”.

Per il futuro, se lei fosse Suning, si auto rinnoverebbe il contratto? 

“Non ho da pensare a questo, non mi interessa. Non devo convincere nessuno, devo solo lavorare in un certo modo ed essere convincente per quello che è la risposta che devo avere dai calciatori,

per la ricerca del risultato che devono mettere sul campo.

Non so cosa pensa la società e chi mi deve giudicare, io so che ho dato quello che mi era possibile sempre in questo tragitto.

Secondo me quelli con cui sono a contatto lo percepiscono che persona sei, come ti comporti e qual è il tuo sentimento.

Penso che conti molto anche quello che è stato proposto sul campo, che si è visto e che è la risposta dei calciatori.

E’ il tragitto che conta molto.

C’è il percorso fatto, coi direttori e soprattutto coi calciatori ci si conosce da diversi mesi”.

Ci può spiegare le lacrime di Icardi nel post match contro la Juventus?

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“Quello che abbiamo fatto vedere, al di là di come uno lo esterna e lo esprime, ne abbiamo già parlato tante volte.

Noi abbiamo a che fare con dei ragazzi che sanno dove sono perché vogliono il bene di questa società e di questi tifosi.

Per tutto l’anno abbiamo evidenziato di essere dei professionisti seri, con valori importanti per quello che è l’Inter ed il lavoro che fanno.

Questi ragazzi hanno lavorato correttamente per tutto l’anno, si sono comportati in maniera corretta sempre e lo dobbiamo fare fino in fondo.

La reazione di Mauro già la sapevo prima senza averla vista, come so che settimana abbiamo passato e che modo di vivere ci è piovuto addosso,

in che modo siamo stati costretti di vivere la settimana per come è andata la partita.

Ci siamo stati male e ci dispiace, però come ho detto prima bisogna essere bravi a non essere condizionati nelle partite successive,

perché quello che diventa fondamentale è ora:

se ci si porta dietro qualche brutto episodio poi può darsi di non riuscire a sviluppare bene la partita domani, cosa che non deve assolutamente accadere”.

Cosa ne pensa di Rafinha, quanto ha dato l’Inter al giocatore, e quanto il giocatore ha dato alla squadra?

“Secondo me parlandone toglieremmo qualcosa a quello che deve essere questo momento.

Ci ha dato una mano, come gliel’abbiamo data noi all’inizio mettendo a disposizione una squadra per rimettersi fisicamente a posto dopo il periodo da cui veniva.

Ora si è riportato in pari con gli altri e sta facendo vedere il suo valore. Nella crescita c’è anche questa considerazione, la crescita della squadra.”

Brozovic e il piedino fatato, cosa ne pensa di questo giocatore e della sua esplosione nella finale del campionato?

Per quel che riguarda Brozovic, sta facendo vedere il ‘piedino’ con la bussola.

Sa dove direzionare la squadra, è un giocatore importante come ce ne sono altri.

Come sono tutti, perché complessivamente abbiamo fatto dei buoni risultati, abbiamo passato un periodo di cui non sono e non siamo contenti.

Però comportandoci così davvero possiamo misurarci anche con squadre che hanno fatto vedere di avere qualcosa in più negli ultimi campionati”.

Una delle sue ultime dichiarazioni è che sta arredando casa, questo vuol dire che rimarrà in nero azzurro anche per i prossimi anni?

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“La casa la porto avanti perché deve essere più accogliente possibile perché non siamo tipi da mondanità.

A casa passiamo molto tempo.

Per quel che riguarda il mio futuro, ho detto prima che ci sono ancora tre partite dove possiamo valutare ulteriori cose,

per cui aspettiamo queste per avere un quadretto più completo perché i risultati clamorosi nel calcio e nella vita hanno limiti più sottili.

Si va di là più facilmente. Queste tre partite possono avere ancora un confine in cui ci può essere il risultato clamoroso”.

Cosa ne pensa delle parole dell’ex presidente nero azzurro Massimo Moratti?

“Sono d’accordo con quello che ha detto Moratti,

che ancora è identificato come nostro presidente anche se non lo è più.

I suoi consigli sono sempre carichi di qualità anche perché la sua esperienza è difficile ritrovarla in giro, e i suoi consigli danno sempre definizioni importanti da apprendere per noi.

Quello che ha detto è corretto, perché la squadra ha fatto vedere di avere un cuore interista ed abbiamo fatto molto bene nell’ultimo periodo.

Speriamo di poter dare un seguito a questo aver fatto molto bene”.

In conclusione arrivati a questo punto della stagione, crede che siete al punto giusto della classifica?

“Questo calcolo è difficile da fare, secondo me la squadra ora esibisce anche un carattere ed una mentalità forte, io la vedo molto cresciuta nelle ultime partite,

mentre inizialmente analizzando ciò che avevamo fatto diventava più difficile credere di essere in competizione con le squadre forti, perché ci mancava sempre un tassello importante per essere una squadra forte.

Ora invece li vedo cresciuti, li vedo squadra corta e compatta.

Il modo in abbiamo aggredito in inferiorità numerica contro la Juve danno molto a livello mentale, ti fanno credere che tutto è possibile e secondo me

la classifica ha ancora la possibilità di renderci merito fino in fondo, se noi saremo bravi a prenderci tutto quello che abbiamo lasciato per strada nel tragitto del campionato”.

Spalletti conclude la conferenza stampa nominando la Winners Cup :

“Mi piacerebbe essere invitato e poter partecipare.

Spesso ci domandiamo qual è il senso di ciò che facciamo nel nostro lavoro.

Questo torneo rappresenta un bellissimo modo di come questo sport possa essere un potentissimo veicolo d’amore perché parlando di calcio a volte si devia su altre cose

e sono cose che non dovremmo fare. Si depista quel che è il valore del calcio, che è un movimento importantissimo.

Questo torneo racchiude l’essenza del calcio. Dobbiamo andare a vederlo e fare i complimenti a chi lo ha organizzato, facendo in modo che di queste iniziative ce ne siano il più possibile”.

 

 

 

 

 

 

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