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Milan Skriniar, le parole in vista della Juventus e sui suoi idoli

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Le parole di Milan Skriniar

In un lunga intervista concessa in esclusiva a La Repubblica, il forte difensore nerazzurro Milan Skriniar ha speso due parole riguardo l’importante sfida con la Juventus di domani e non solo.

Il giocatore si è raccontato svelando anche alcuni nomignoli che gli vengono appellati dai tifosi e dagli amici.

“Per tutti sono Skri, o Skrigno, mi piace. Solo adesso, da poco, qualcuno mi dice “Ciao Milan”. Ma a bassa voce, eh? (sorride, ndr). Nella mia carriera ho sempre giocato da centrocampista fino a tre anni fa, poi allo Zilina l’allenatore Adrian Gula mi convince ad arretrare: mi trovo bene, non mi muovo più. Da difensore mi chiama la Samp. Dove comincio a capire davvero come si gioca in questo ruolo. Come? Grazie a Giampaolo, bravissimo”.

Caratteristiche tecniche e l’aiuto di Spalletti

“Imparo a muovermi sulla linea, a orientare il corpo in direzione della palla, a stare in posizione attiva, sennò l’attaccante ti frega già col primo movimento. E guardare la palla, poi il compagno, poi l’avversario, e agire d’orchestra con la linea. Imparo a pensare. E contro i giocatori più forti e veloci che avessi visto. Prima, dovevo solo andare a impattare sul centravanti e via. Quello è stato il grande salto. Dalla Samp all’Inter è stato più facile, ormai conoscevo meglio me stesso e la Serie A. Spalletti è un altro maestro, ero pronto a seguirlo”.

“Mi piace, voglio starci sempre in campo. La fatica la sento ma l’importante è il recupero, conosco il mio corpo. Poi vivo un sogno. Credetemi, mai avrei pensato di trovarmi qui, all’Inter, e domani c’è la Juve a San Siro con 80 mila persone. Mi sembra tutto incredibile. Ma non posso sempre sognare, devo vivere questa vita. Anche la mia famiglia non crede ai suoi occhi, siamo persone semplici, veniamo da un paesino sotto le montagne dove si conoscono tutti. Quando torno ci sto bene, ho i miei amici, è casa”

Sulla Juventus

“Me la aspetto incavolata nera e cattiva, deve vincere. Ma anche noi siamo pronti e cattivi: lo stadio ci darà una carica enorme, abbiamo superato una crisi che ci ha resi più forti, nelle ultime 9 abbiamo preso solo 2 gol. Ma loro per carità, sono la Juventus. Higuain, Mandzukic, Dybala, Douglas, e quei centrocampisti. Ma li attaccheremo”.

“A chi mi ispiro”

“L’intervento difensivo che mi dà più gusto? Quando l’uomo mi punta ma io intuisco, metto il piede, porto via e faccio ripartire la squadra: che soddisfazione. Con Insigne mi riuscì spesso a Napoli, era difficile con lui. Per noi difensori gli attaccanti più duri sono quelli che si muovono molto, che danno profondità ma poi rientrano anche, tipo Belotti che è pure grosso, tipo Simeone, sono faticosi. Invece Higuain o Dzeko non corrono tanto, ma se hanno la palla in area addio. Un lavoraccio. Il più bravo in assoluto qui è Koulibaly. Nel mondo, Sergio Ramos”.

“I complimenti sono belli ma un atleta non deve ascoltare, sennò si deconcentra e non rende. Non so cosa accadrà in futuro. Ora voglio essere perfetto solo per l’Inter, l’unico orizzonte è portare il club in Champions, è così importante per tutti noi. Uno dei miei sogni è alzare quella coppa, ma per prima cosa vorrei giocarla. Spero proprio di farlo con l’Inter”.

Queste le parole del forte difensore slovacco.

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