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Quella volta che Mourinho umiliò il giornalista : “Vieni e scrivi la formazione alla lavagna”

Oggi celebriamo il compleanno di Josè Mourinho, ex allenatore dell’Inter ai tempi del Triplete. Il portoghese ha lasciato ricordi indimenticabili nelle menti dei tifosi nerazzurri, sia sportivi che non. Particolare il suo rapporto con la stampa, a cui ha riservato diverse frecciatine.

Alla vigilia della gara contro il Werder Brem, Mourinho attaccò un giornalista: «Perché non vieni a scrivere ora la tua formazione (contro il Werder, nrd) sulla lavagna? Prima della partita. Magari lui è un giornalista frustrato, avrebbe voluto essere un allenatore ma non ci è riuscito. Sono sicuro che sarà una bella soddisfazione». «Lo faccio se mi dà parte dei suoi 9 milioni di ingaggio» ha replicato il cronista, subito rettificato da Mourinho: «Non sono 9, ma 11 e con gli sponsor arrivo a 14».

«Non mi importa se piaccio o meno, la mia famiglia mi ama, questo è l’importante», assicura Mourinho a un giornalista inglese che gli chiede se sia il caso di adattare i propri atteggiamenti al Paese dove lavora adesso: «E perché? Devo imparare anche io, ma non sono arrivato qui come un ‘signor nessuno’. Mi piacciono le persone oneste, perché io sono onesto. E non sto parlando di rispetto».

Poi l’affondo contro la stampa italiana: «C’è una differenza molto grande tra il nostro lavoro e il vostro. Tutti possono parlare e scrivere, ma poi sono io che decido. Ho un amico giornalista – ha raccontato lo ‘Special One’ – che iniziava la cronaca della partita mentre la guardava, ma se per caso alla fine cambiava il risultato si arrabbiava perché doveva cambiarla tutta e magari doveva restare un’ora di più allo stadio. Oggi io ai miei giocatori ho parlato di Pizarro e non di Pato, questo è il nostro lavoro. Non c’è tempo per piangere se perdi, né per festeggiare se si vince. La nostra è una vita per chi lavora, non per chi scrive dopo sul lavoro degli altri».

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