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Verso Bologna-Inter: le scelte di Spalletti per il match

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Bologna-Inter si avvicina la sfida di Sabato 01/09/2018

Bologna-Inter avrà luogo sabato ore 18.00 allo stadio Dall’Ara di Bologna, Spalletti in questi giorni è alle prese con dei dubbi di formazione.

Nel tennis sarebbe la terra di nessuno, nel calcio potremmo chiamarla la terra di mezzo, senza che nessuno ci colga riferimenti particolare. È lì che l’Inter ha deciso cambiare marcia per far male agli avversari, è sulla trequarti che Luciano Spalletti ha aggiunto un po’ di tutto a quel cous cous che è l’Inter.

Ingredienti tanti, idee svariate, chiarezza ancora poca. Ma c’è da scegliere proprio perché l’Inter ha deciso di scegliere. Beata abbondanza, il modulo con la difesa a tre di fatto spalanca le porte a una Inter con trequarti con due posti disponibili.

E in cinque fanno la fila, ognuno mettendo a disposizione le proprie caratteristiche. Da Nainggolan a Perisic, da Politano a Keita passando per Lautaro: Spalletti deve pescare nel mazzo, abbinando qualità e quantità a seconda dell’avversario. E arriverà pure il giorno in cui Spalletti si fiderà al punto di lanciarne tre contemporaneamente.

Perisic è il punto di forza dei nerazzurri

Gli chiedi un assist: Reggio Emilia, rete fallita da Icardi. Gli chiedi un gol: contro il Torino, pronto a eseguire in mezzo all’area. Gli chiedi una volata: col Torino, secondo tempo, sinistro di poco fuori. Gli chiedi di decidere la partita: 3-2 inventato e…sventato da super Sirigu.

Perisic non è ancora al massimo (della condizione) ma è già il massimo che l’Inter abbia offerto nel ruolo di trequartista fin qui. Il 3-4-2-1 porta il croato fatalmente più dentro al campo, espressa richiesta di Spalletti. Ivan va spesso a corrente alternata, quando stacca la spina passano i minuti e in campo non lo trovi più.

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Esempio pratico: col Torino pareva a corto di fiato già dopo pochi minuti della ripresa. Poi nel finale ha piazzato un paio di strappi che per poco non hanno deciso la partita. È per questo motivo che Spalletti farà sempre molta fatica a rinunciare a Perisic: fosse una griglia stile Formula 1, il croato sarebbe sempre in prima fila.

Il ritorno in campo di Nainggolan

Per raccontare che cosa porterà in dote Radja Nainggolan all’Inter non basterebbe una pagina intera. In soldoni: sul piano caratteriale il Ninja regala temperamento e capacità di saltare addosso all’avversario – che sia fase di pressing alto o fase di contenimento poco importa –, oltre che una personalità sufficiente per prendere e giocare il pallone nei momenti di difficoltà.

Sul piano tecnico Nainggolan aggiunge all’Inter una qualità unica in organico, ovvero la capacità di inserimento in zona gol, magari a rimorchio del centravanti quando il pallone dall’esterno arriva al centro dell’area. Spalletti ha fatto una testa così ai dirigenti per un anno intero, pur di portare a Milano il suo Ninja. Ora che ce l’ha in rosa, l’Inter fatalmente finirà per ruotare intorno al belga. Uno che andrà pure a ballare in discoteca, certo. Ma che quando sposa una causa e stringe un patto con il suo allenatore, difficilmente tradisce.

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Assist Man e ottime qualità, Spalletti punta su Politano

È l’uomo che ha rischiato di far saltare il banco, vuoi che ora non spinga per farsi un po’ di spazio, lì sopra? Matteo Politano, l’Inter, la Champions, l’esordio e l’emozione di Reggio Emilia, i dribbling e gli applausi al debutto a San Siro, lì dove aveva punito Spalletti nell’ultima partita interna dello scorso campionato. Politano all’Inter dà lo spunto decisivo in termini di assist, qualità – non l’unica – che ha garantito in abbondanza al Sassuolo.

E può giocare anche al fianco di Icardi, come seconda punta. In generale, però, l’assetto visto con il Torino – lui e Perisic dietro Mauro – permette a Spalletti di trasformare rapidamente l’attacco e di allargare i due trequartisti fino a costruire un 3-4-3. Occhio, poi, all’altra dote di Politano: in una squadra comel’Inter che non ha grandi tiratori sui calci da fermo, l’ex Sassuolo ha messo sulla testa di De Vrij due palle gol in due partite, di cui una trasformata. Non è qualità che Spalletti può sottovalutare.

Keità l’uomo in più sulla corsa e velocità non lo batte nessuno

Keita è tecnicamente tagliato in maniera perfetta per ricoprire il ruolo di trequartista con Spalletti. Non ha avuto un impatto buono con il Torino, ma è pur vero che era entrato in campo nel momento in cui l’Inter non riusciva di fatto più a ribaltare l’azione.

C’è spazio e tempo per imporsi e per dar retta alle ambizioni di un giocatore che sente di essere rientrato nel giro che conta. Keita ha bisogno di essere inquadrato, ha bisogno di capire esattamente cosa vuole da lui Spalletti. Una volta completato il passaggio, il tecnico non potrà che aspettarsi dal senegalese una qualità fondamentale, ovvero la capacità di saltare l’uomo e di creare dunque la superiorità numerica.

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È vero che Keita può ricoprire più posizioni e che la sua carriera l’ha iniziata da esterno. Ma è dentro il campo, magari mescolandolo a un compagno di viaggio compatibile, che può regalare gioie a Icardi e all’Inter, aggiungendo imprevedibilità alla manovra.

Lautaro Martinez potrebbe essere l’arma in più per Spalletti battere il Bologna

Dopo la panchina di domenica Lautaro non era esattamente il ritratto della felicità: teneva all’esordio a San Siro, sognava un gol da dedicare alla famiglia, in generale non è uno di quelli che si siede in serenità a guardare la partita. Ecco, basterebbe questo per garantire la giusta dose di personalità, di cattiveria e di viglia di emergere all’Inter.

Spalletti non ha in rosa uno qualunque, il tecnico se n’è accorto anche durante un ottimo precampionato. Lautaro ha teoricamente nei piedi un monte gol che nessuno degli altri giocatori schierabili sulla trequarti raggiunge. Ora resta la parte più difficile della faccenda: affermarsi in Italia, come già gli è riuscito in Argentina.

La chiamata della Seleccion gli complicherà il piano di crescita ad Appiano, la prossima settimana volerà dal c.t. Scaloni. «Mi ha fatto male non andare in Russia – dice lui –. Icardi? Come capitano merita dieci».

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